lunedì 28 febbraio 2011

Paesaggi dell'Anima. 0057. Arte & Dintorni Classici.

Foto diffuse da Arte & Dintorni Classici.


Viaggiare.

Dentro. Fuori.



























__________________

Progetto Parzifal


Dolci Presenze del Viandante seguono l'Ombra in questo Silenzio popolato di Assenza.
Viaggiare. Dentro. Fuori.
Occhi. Lago di Nuvole.


http://parzifalpurissimo.blogspot.com/

http://paesaggidellanima-parzifal.blogspot.com

- a cura di Giovanni Pititto 

(E-mail: asc.ns.facebook@gmail.com = copiare e incollare
)






_________________

domenica 27 febbraio 2011

La Milano dei Promessi Sposi. Pubblicazione edita dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano.

La Milano dei Promessi Sposi.
Pubblicazione edita dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano.
Referenze fotografiche:
Civica Raccolta delle Stampe ( Achille Bertarelli)
Museo di Milano
Biblioteca Comunale
Biblioteca d'Arte
Medagliere Milanese
Archivio Storico
Museo Teatrale alla Scala
Santo Gioia della RAI Radiotelevisione Italiana.
La mostra è stata promossa
dal Prof. Dott. Gian Guido Belloni.
L'allestimento è stato curato dal Prof. Domenico Petrosino.
L'esecuzione fotografica della Ditta Saporetti è stata diretta da Pantaleo Di Marzo.
Hanno collaborato :
Fernanda Marini, Severo Corti e Ovidio Canesi, tutti della Direzione delle Civiche Raccolte d'Arte.
(Da colophon)
In copertina
Alessandro Guardassoni
(Bologna, 1819 - Bologna, 1888)
La conversione dell'Innominato
(dall'Album dell'Esposizione di Belle Arti in Milano, 1858)
 Francesco Gonin
(Torino, 1808 - Giaveno presso Susa, 1889).
Frontespizio dell'edizione del 1840.
(Il Gonin decorò con affreschi palazzi di Torino e di Racconigi; eseguì dipinti ad olio, alcuni conservati nel Palazzo Bianco di Genova ed alla Galleria d'Arte Moderna di Roma. La sua fama è però legata alle illustrazioni dei Promessi Sposi, eseguite dal 1839 per incarico dello stesso Manzoni, il quale doveva offrire poi all'artista torinese un esemplare del romanzo con la, seguente dedica:
"All'ammirabile suo traduttore e carissimo amico Gonin, l'autore").


__________________

SEZIONE
Biblioteca di Losfeld
(scansioni di GP)




Dolci Presenze del Viandante seguono l'Ombra in questo Silenzio popolato di Assenza.
Viaggiare. Dentro. Fuori.
Occhi. Lago di Nuvole.

domenica 20 febbraio 2011

Ravenna. Tullio Lombardo. Guidarello Guidarelli.

Tullio Lombardo. Guidarello Guidarelli. Ravenna. 


Tullio Lombardo, Monumento a Guidarello Guidarelli, Gisant. Ravenna.




Tullio Lombardo, Monumento a Guidarello Guidarelli, Gisant. Ravenna.




Dormi, Guidarello, il Grande tuo Sonno
nella Città degli Ori Antichi
ora di te resa Silente.

Ravenna, glauca notte rutilante d’oro,
sepolcro di violenti custodito
da terribili sguardi,
cupa carena grave d’un incarco
imperiale, ferrea, construtta
di quel ferro onde il Fato
è invincibile, spinta dal naufragio
ai confini del mondo,
sopra la riva estrema!

Ti loderò pel funebre tesoro
ove ogni orgoglio lascia un diadema.
Ti loderò pel mistico presagio
che è nella tua selva quando trema,
che è nella selvaggia febbre in che tu ardi.
O prisca, un altro eroe renderà l’arco
dal tuo deserto verso l’infinito.
O testimone, un altro eroe farà di tutta
la tua sapienza il suo poema.

Ascolterà nel tuo profondo
sepolcro il Mare, cui ’l Tempo rapì quel lito
che da lui t’allontana; ascolterà il grido
dello sparviere, e il rombo
della procella, ed ogni disperato
gemito della selva.
«È tardi! È tardi!»
Solo si partirà dal tuo sepolcro
per vincer solo il furibondo
Mare e il ferreo Fato.
(2)




Un'onta ti rapì. (3)
Avesti tu chi del vibrante affetto te ne reggèa la testa tremolante? (4)
E perchè bisbigliasti alla Vita, tu - anche, sì, tu, quel sì tuo ferale: quis?... (5)

Ravenna, Guidarello Guidarelli /
dorme supino con le man conserte /
su la spada sua grande. Al vólto inerte /
ferro, morte, dolor furon suggelli. /
Chiuso nell'arme attende i dì novelli /
il tuo guerriero. Attende l'albe certe /
quando una voce per le vie deserte /
chiamerà le virtù fuor da gli avelli. /
Gravida di potenze è la tua sera, /
tragica d'ombre, accesa nel fermento /
dei fieni, taciturna e balenante. /
Aspra ti torce il cor la primavera; /
e sopra te che sai passa nel vento /
come pòlline il cenere di Dante.
  (6)



Sii, Guidarello Guidarelli, sii
Omaggio, alla Vita.
Che nel d'Istante Bacio Sacrato ogni istante alla Vita riporti. Ti.


Gaetano Donizetti, L'elisir d'amore (12 maggio del 1832) - Alfredo Kraus - Una furtiva lagrima (1990)
[Da: kraustrujillo | 07/mag/2007 || http://www.espacioblog.com/alfredokraus
 || Versión sensacional la que nos muestra Kraus en esta toma en directo en la plaza de toros de "Las Ventas" de Madrid en 1990. || In:



Dormi. Litico Assoluto. Sei.

Nella tua Spes
Riposi.
Baciato.
Ogni dì.




Note
(1) Img da: Franca Zava Boccazzi (a cura di), I Lombardo, Milano, Fabbri Editori, - I Maestri della Scultura -, 1966.


(2) Gabriele D'Annunzio, Elettra. Delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi - Le città del Silenzio - Ravenna, Roma, Newton, 1995.


(3) Guidarello Guidarelli (Ravenna, 1460 ca. – Imola, marzo 1501).Guidarello Guidarelli venne ucciso da tal Virgilio, romano.  Una cronaca del 1501 chiarisce che il mistero della sua morte sarebbe da attribuire ad una tragica lite per motivi non certo all'altezza della sua fama: « Miser Guidarelo da Ravena, soldato dignissimo del duca, abiando imprestato una sua camisa a la spagnola, belissima de lavori d'oro, a Virgilio Romano a Imola, per farsi mascara, e non je la volendo rendere e cruzatosi con lui, el ditto Virgilio lo tajò a pezzi e amazollo; el Duca fatollo pjare li fé tajare la testa. » (Giuliano Fantaguzzi, cronaca cesenate del 13 marzo 1501). - Il giallo venne chiarito dal paleografo Augusto Campana, nel 1930.

(4) Iliade, Lib. XXIII, Morte e funerale Patroclo "...di retro Achille con la man gli reggea la tremolante testa..."

(5)Virgilio, Georgicon, ripreso verbatim da Rilke, ove l'ultima parola di Euridice é quel sì disperante bisbiglio: quis?...


(6) D'Annunzio, Elettra, cit.



Apparati

Su Augusto Campana: - Erudito, filologo, paleografo italiano (Santarcangelo di Romagna 1906 - ivi 1995). Fondatore e presidente per alcuni anni della Società di studî romagnoli, scrittore della Bibl. Vaticana, poi (dal 1959) prof. univ., dapprima di paleografia e diplomatica a Urbino, quindi, a Roma, di letteratura umanistica (1965-74) e di filologia medievale e umanistica (1974-76); socio corrispondente dei Lincei (1987). Autore di numerosi saggi dedicati a manoscritti e biblioteche umanistiche, all'antico manoscritto ravennate di s. Ambrogio in semionciale (1958), a iscrizioni medievali e rinascimentali, oltre che alla storia degli studî di epigrafia classica. Alcune sue scoperte hanno rilievo anche per la filologia classica, come quella degli Epigrammata Bobiensia e del codice autografo di Poggio Bracciolini contenente le orazioni di Cicerone da lui ritrovate nel 1417. Tra i suoi meriti filologici, anche la scoperta e pubblicazione (1992) di una lettera latina di G. Boccaccio a D. Albanzani; i suoi studi sulle iscrizioni di Sangemini (1976) e su quelle del duomo di Modena (1984). Postuma è stata pubblicata una raccolta di suoi Profili e ricordi (1996).
[Da: http://www.treccani.it/enciclopedia/augusto-campana/ - Si ringrazia]


Su Giuliano Fantaguzzi, cronista XVI. - Nacque da Gaspare a Cesena (od. prov. di Forlì) il 1° ag. 1453. - Non è sostenuta da prove documentarie la tradizione locale che lo vorrebbe studente fino al terzo anno dì diritto a Bologna, contraddetta, nelle opere del F., dall'assenza di interessi per la materia giuridica. Nel 1479 entrò nel Consiglio dei novantasei, ricoprì le cariche di conservatore e di anziano (che duravano ciascuna un bimestre), negli anni 1484-88, 1494-95, 1497, 1505, 1511, 1513, 1517, e ricevette altri incarichi pubblici cittadini negli anni 1496, 1508, 1511, 1519, ma mai compiti di ambasceria al di fuori della città. Lo si ritiene fondatamente morto nel 1521, perché a quella data si interrompe la sua produzione scrittoria e le fonti archivistiche non forniscono più notizie su di lui.
Patrizio appartenente al partito conservatore, ostile cioè all'apertura ai "popolari", inaugurata quando Cesena nel 1465 passò dalla signoria di Malatesta Novello allo Stato della Chiesa, il F. disapprovò la politica dei pontefici da Innocenzo VIII ad Alessandro VI, a Giulio II e a Leone X. Al primo, che accusò di aver regnato "asai vilmente", rimproverò appunto la politica antioligarchica e probabilmente di aver tolto alla Comunità cesenate i privilegi fiscali concessi dal primo governatore di Cesena, Lorenzo Zane; ad Alessandro VI, di aver pervertito i fini della Chiesa; a Giulio II, un espansionismo che costò a Cesena gravose imposizioni fiscali; a Leone X, il rischio che Cesena entrasse a far parte dello Stato del nipote, duca di Urbino. Gli umori politici del F. ci sono noti dalle sue due opere principali, entrambe autografe: la prima reca il titolo di Caos di meser Iuliano Fantaguzzi, la seconda Occhurentie et nove notate per me Iuliano Fantaguzo cesenate.
Giunte a noi in un unico codice (Cesena, Bibl. comun. Malatestiana, ms. 164.64), nella prima, che nella tradizione storiografica ha dato il titolo di Caos all'intero codice ("questo libro è chiamato dagli istorici il Caos del Fantaguzzi: Verdoni, p. 107), sono contenuti abbozzi, copie di passi ricavati da letture di vario ordine. Il F. lesse epitomi di Livio, Floro, Giustino, oltre ad opere che trovava a Cesena nella biblioteca costituita da Malatesta Novello: le Genealogie deorum gentilium del Boccaccio, il Doctrinale di Alessandro di Villedieu, l'Almagesto dì Giabir Ibn Aflah, nella volgarizzazione di Gherardo da Cremona. Al di fuori della biblioteca malatestiana, una sua fonte fu una stampa di larga diffusione: il Supplementum chronicarum (1483) di Iacopo Filippo Foresti. Nel Caos si trovano inoltre preziose trascrizioni di cronache cesenati, appunti su avvenimenti del proprio tempo, riguardanti ogni particolare della vita cittadina e le vicende italiane ed europee.
Quest'ultimo materiale di appunti sul proprio tempo confluì, rimaneggiato, ordinato ed ampiamente integrato, nelle Occhurentie et nove, secondo un ordine cronologico ("diligentissimus fuit scriptor chronologicus": Manzoni, p. 145) ed al tempo stesso tematico. Alla stesura delle Occhurentie et nove, che giungevano fino al 1521, il F. si dedicò in età matura, mantenendo alla propria scrittura un tono cronachistico, ispirato dalla volontà di fornire un'informazione puntuale anche su particolari che non sarebbero stati assimilati in una narrazione organica e dalla interiorizzata accettazione dell'obbligo di non riferire sulle deliberazioni della propria Comunità. Quell'obbligo prevedeva anche pene severe, come la requisizione dei beni. Si veda ad esempio la formula usata nell'accoglimento di un nuovo consigliere (Sez. di Arch. di Stato di Cesena, Riformazioni 58, c. 84v), e il F. era presente a quella riunione del Consiglio. Se perciò il F. non derogò mai a quella norma, tuttavia ci vengono dal suo manoscritto notizie decisive sul suo tempo, ricavate dalle relazioni che con lui ebbero personalità provenienti da ambienti diversi di diverse città. Alla stesura di quest'opera il F. considerò dedicata la propria esistenza, che al disbrigo degli affari cittadini, cui lo chiamava il proprio nome, non appariva particolarmente inclinata, se egli assisteva silenzioso alle discussioni nei Consigli o, come dimostra una rara documentata sua occasione di intervento (allorché una sua opinione fu preliminarmente respinta: ibid. c. 167r), non godendo di particolare considerazione. La sua sorte di storiografo della città fu annebbiata dalla sua ostilità ai vari papi, che non riuscì e talvolta non volle dissimulare, oltre che dal pregiudizio umanistico della sua età e di quelle successive verso quell'annalistica in volgare, priva di politezza formale e nutrita di interessi eterodossi rispetto alla cronachistica illustre e all'historia rerum gestarum.
Nel 1598 una breve storia della città, scritta da Cesare Brissio e offerta a Clemente VIII di passaggio per Cesena, non lo nominava neppure fra i letterati cittadini. Scipione Chiaramonti, nella sua Caesenae historia (1641), attingeva a piene mani alle Occhurentie et nove, senza mai citare la fonte e definendo l'autore uno scrittore "rozzo" (p. 730). Nel Settecento le Occhurentie furono saccheggiate da un altro cesenate, Ercole Dandini, che aveva avuto da G. B. Graeve l'incarico di scrivere le cose più notevoli della storia della città. Dandini scelse il periodo borgiano, dicendo di aver ricevuto da un cesenate un diario scritto in quel tempo. A quel diario egli attinse elaborando le notizie in forma narrativa e volgendo quel volgare in lingua latina per un pubblico europeo (In Caesaris Brixii urbis Caesenae descriptionem adnotationes Herclei Dinundae, in J.G. Graevius, Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, IX, 8, Ludguni Batavorum 1723, coll. 65-77). L'occultamento del nome del F. ha fatto parlare, ancora ai nostri giorni, di un "anonyimous diarist of Cesena" (E. Cochrane, Historians and historiography in the Italian Renaissance, Chicago 1981, p. 164). Quando nel 1848 il manoscritto fu donato alla Biblioteca comunale Malatestiana di Cesena, l'opera fu sottratta all'esclusivo circuito privato dei patrizi cultori di storia patria. Nella stessa Malatestiana è conservato un apografo del manoscritto del F. compiuto in gran parte da Arnaldo Bocci ("164.63, Fantaguzzi Giuliano, Caos ... copia del manoscritto originale, fatta nella massima parte dal Sig. Arn. Bocci, nel 1893", in A. Loli-Piccolomini, Catalogo dei manoscritti... finito di compilare il 12 marzo 1897, p. 37).
Il primo ad affrontarne un'edizione fu Oreste Vancini, che nel 1909 pubblicò a Bologna un'introduzione, la parte iniziale delle Occhurentie et nove fino all'anno 1494 (trascurando il Caos e dando all'opera il titolo di Caos. Cronache cesenati). L'iniziativa di Vancini si interruppe e nel 1915 Dino Bazzocchi, presso una tipografia cesenate, la continuò impossessandosi del lavoro di Vancini senza dichiararlo. La stampa di Dino Bazzocchi (Caos. Cronache cesenati del secolo XV) trascriveva, sulla scorta quasi esclusiva della copia di Bocci, le Occhurentie et nove fino all'anno 1510.
Fonti e Bibl.:
- Ravenna, Bibl. com. Classense, ms. 468: Iul(ian)i Fantaguci [Epi]taphia reperta et de antiquis;
- Cesena, Bibl. com. Malatestiana, ms. 164.47 (sec. XVII):
- M. Verdoni, Cronologia di Cesena, p. 107; Ibid., ms. 164.36 (sec. XVIII):
- D. de Vincentiis, Bibliotheca Caesenatensis illustrium scriptorum, cc. 224v-225v;
- Ibid., ms. 164.35: C. A. Andreini, Mem. di Cesena cavate da monumenti antichi. Delli uomini illustri di Cesena. 1799, p. 362;
- Ibid., cart. mss. XXXI, 13 (secc. XVIII-XIX): C. A. Andreini, Notizia di tutti li uomini illustri della città di Cesena;
- Ibid., ms. 164-34 (sec. XVIII): Id., Notizie delle famiglie illustri di Cesena, III, p. 194;
- Ibid., ms. 164.63: copia incompleta del ms. 164.64, compiuta in gran parte da Arnaldo Bocci (1893);
- S. Chiaramonti, Caesenae historia, Caesenae 1641, p. 730;
- B. Manzoni, Caesenae chronologia, Pisis 1643, p. 145;
- J. M. Muccioli, Catalogus codicum manuscriptorum Malatestianae Caesenatis Bibliothecae, I, Caesenae 1780, p. 125 n.;
- N. Trovanelli, Tra le vecchie famiglie di Cesena. Casa Fantaguzzi, in Il Cittadino, 20 genn. 1901; - L. Piccioni, Di Francesco Uberti umanista cesenate. De' tempi di Malatesta Novello e di Cesare Borgia, Bologna 1903, pp. 195-197;
- G. Gasperoni, Storia e vita romagnola nel secolo XVI (1519-1545), Iesi 1906, pp. 23 s.;
- O. Vancini, Per il "Caos" di G. F. cesenate, in La Romagna, IV (1907), pp. 600-602;
- A. Carlini, Intorno ad alcune fonti stor. dell'eccidio di Cesena operato dai Brettoni nel 1377, Cesena 1910, pp. 10, 39, 44, 49;
- A. Campana, The origin of the word "Humanist", in Journal of the Warburg and Courtald Institutes, IX (1946), p. 62;
- C. Riva, G. F. e il suo "Caos", in Studi romagnoli, XXII (1971), pp. 251-274;
- A. Moroldo, Remarques sur les "Occhurentie et nove" de G. F., ibid., XXIV (1973), pp. 415-445; - G. Ortalli, Gli "Annales Caesenates" tra la cronachistica trecentesca e l'erudizione storiografica quattrocentesca, in Boll. dell'Ist. storico ital. per il Medio Evo, LXXXVI (1976-1977), pp. 302 s., 310-320, 359-375;
- P.G. Fabbri, Cesena nelle cronache di G.F. dal 1507 al 1509, in Studi romagnoli, XXXVIII (1987), pp. 233-245;
- P. Lucchi-L. Righetti, Storie d'amore e di sesso nelle "Occhurentie et nove" G. F., in Romagna arte e storia, VII (1987), 21, pp. 23-42;
- P. G. Fabbri, Ilgoverno e la caduta di Cesare Borgia a Cesena (1500-1504) nella cronaca G. F., in Nuova Riv. storica, LXXII (1988), pp. 341-388;
- Id., Giulio II a Cesena, in Critica storica, XXVI (1989), pp. 176-204;
- Id., Cesare Borgia a Cesena. Istituzioni, vita politica e società nella cronaca di G. F. dal 1486 al 1500, in Arch. storico ital., CXLVIII (1990), pp. 69-102;
- Id., Il "Caos" di G. F., in Quaderni di storia, XVI (1990), pp. 103-120;
- Id., Cesena tra Quattro e Cinquecento. Dai Malatesta al Valentino a Giulio II, la città, le vicende, le fonti, Ravenna 1990, passim;
- A. Vasina, F. G., in Repert. della cronachistica emiliano-romagnola (secc. IX-XV), Roma 1991, pp. 86-90;
- S. Sozzi, Cesena valentiniana, in Il Lettore di provincia, XXII (1991), pp. 91-94;
- Repert. fontium historiae Medii Aevi, IV, pp. 427.
[Da: http://www.treccani.it/enciclopedia/giuliano-fantaguzzi_(Dizionario-Biografico)/ - Si ringrazia]



Tra Marfisa e Parisina - Ferrara e Ravenna nell'opera di Gabriele D'Annunzio
di Michele Santoro

Gli interessi - storici, letterari, artistici - di Gabriele D'Annunzio per le città di Ferrara e Ravenna paiono concentrarsi nel torno di tempo che va dal 1898 al 1913. Sono gli anni che vedono il D'Annunzio effettuare un'accurata visita alla città estense, i cui ricordi, fissati nei Taccuini, sono poi poeticamente rielaborati nella prima delle Città del silenzio e rivissuti in lunghi stralci delle Faville del maglio, ma è anche il periodo nel quale l'autore è a Ravenna in cerca di notizie per la sua Francesca da Rimini, finché‚ la Parisina, comparsa appunto nel 1913, non chiude il ciclo "padano" del poeta.

Né questi sono gli unici rapporti intrattenuti dal D'Annunzio con i luoghi dell'Emilia Romagna: basti pensare infatti al suo trionfale ingresso a Faenza, quando, al seguito del 14° Reggimento di Cavalleggeri cui è aggregato, riceve entusiastiche accoglienze dalla popolazione; oppure il celebre "sbarco" a Rimini dell'agosto 1887, poi rievocato nel Trionfo della morte laddove l'autore ricorda la visita ai maggiori monumenti riminesi, dal Tempio Malatestiano alla chiesa di San Giuliano.

Ma è Ferrara la città che - per lo splendore del suo passato, per la vivacità della cultura che seppe esprimere, per i fasti e gli intrighi della sua corte - più d'ogni altra pare affascinare e sedurre il D'Annunzio, proteso a ricercare, come di consueto, l'eccezionalità e l'eccesso. I ricordi e le sensazioni vissute nel viaggio che compie dal 6 al 9 novembre 1898, sono affidate ad appunti di straordinaria lucidità e precisione: sotto gli occhi del poeta rivive la storia della città, il passato di una delle più illustri e antiche signorie della penisola, risonante di fatti d'arme e illuminato dalle ottave dei poeti. Di volta in volta, lo sguardo trascorre dalla visione notturna del Castello al palazzo Schifanoia al palazzo dei Diamanti, dalla casa dell'Ariosto alla piccola chiesa di Santa Maria della Consolazione, soffermandosi in particolare sull'"arco de la porta minore (destra) " della Cattedrale, dove riconosce ed ammira "la testa di Madonna Ferrara".

La visita alla città, come si è detto, offre al D'Annunzio motivi di interesse anche per tutto ciò che di eccezionale e di eccentrico la signoria estense ha dato prova nel corso dei secoli: in particolare, gli eccessi della corte e le reiterate intemperanze erotiche di alcuni personaggi, primo fra tutti quel Niccolò III sul quale sorse il detto: "di qua e di l… dal Po, tutti figli di Niccolò". Ma è soprattutto nei confronti dei personaggi femminili che si rivolge l'attenzione del D'Annunzio nel suo peregrinare per vie e piazze di Ferrara: così la casa di Marfisa, la celebre nobildonna estense che, secondo la leggenda, "faceva innamorare e morire", precipitando gli amanti in pozzi irti di rasoi, gli si mostra di fatto come "la casa della magia e della voluttà; così la tomba di Lucrezia Borgia, nel silenzio del monastero del Corpus Domini, è sorvegliata da mute "clarisse con il volto coperto di panno", in simbolico contrasto col clamore del quale fu circondata in vita; e così pure si sofferma ad ammirare il ritratto di Laura Dianti, e si attarda a rievocare il miracolo di Santa Caterina Vegri che, chiamata alla preghiera, lascia per molte ore il pane nel forno e al suo ritorno lo trova, anziché‚ bruciato, "del color delle rose e odorifero e di sapore paradisiaco"; e vede affacciarsi, "presso la vecchia torre campanaria di S. Francesco", il tragico fantasma di Parisina, l'appassionata protagonista della vicenda di amore e morte che che alcuni anni dopo gli ispirerà il dramma omonimo.

Questa vasta messe di impressioni, di sensazioni, di ricordi ferraresi non s'arrestano alla registrazione del taccuino, ma assumono veste d'arte con la poesia Il silenzio di Ferrara, ed in seguito subiranno rielaborazioni ulteriori nelle Faville del maglio.

Il silenzio di Ferrara, poi entrato a far parte della prima sezione delle Città del silenzio, viene pubblicato sulla "Nuova Antologia" del 16 novembre 1899, ad un solo anno di distanza dalla sua visita, a testimoniare, se ancora ve ne fosse bisogno, il forte impatto prodotto dalla città estense sull'animo e sull'immaginazione del poeta.

Un elogio alla città era stato di recente tributato dal Carducci con l'ode Alla città di Ferrara, nella quale viene rievocata non solo la storia, ma anche la preistoria mitica e le caratteristiche psicologiche degli abitanti, non mancando cenni di color locale nei riferimenti ai personaggi più rappresentativi della dinastia, da "Leonora, matura vergine senz'amore" a "Parisina ardente del sangue natal di Francesca, / che del vago Tristano legge gli amori e l'armi".

Del tutto diversa la poesia dannunziana che, scevra del bagaglio di erudizione che informerà gli altri componimenti del gruppo, appare come una delle più ispirate e perfette fra le Città del silenzio.

Ferrara dunque, che nel passato è stata sempre piena di vita, che si è offerta agli occhi del mondo con grande copia di ricchezze, di balli, di cacce, di conviti, ora è deserta e silenziosa: tuttavia nei suoi palazzi, nelle sue strade, nelle sue piazze pare rivivere la magnificenza e la sontuosità di un tempo, ed il sottile fascino che promana da questi luoghi spinge il visitatore a celebrarne la malinconica bellezza. Per il poeta il volto della città si trasmuta nel volto mesto di una donna che sembra piegare il capo sul suo petto a rimemorare un tempo favoloso di remota felicità "O deserta bellezza di Ferrara, / ti loderò come si loda il volto / di colei che sul nostro cuor s'inclina / per aver pace di sue felicità lontane": un volto che sembra riflettersi nella "chiara sfera d'aere e d'acque", nella diffusa luce della grande pianura ferrarese attraversata dai molti fiumi che delimitano la città isolandola nella sua musicale "melanconia divina": E nella città che gli è apparsa in sembianza di donna ora gli si mostrano i fantasmi delle "donne morte", di quelle gran dame ferraresi, Marfisa, Eleonora, Meliadusa, che tanto avevano attratto l'interesse del D'Annunzio. E ad una di esse, a "quella che più gli piacque", va la lode particolare del poeta: se questa che il D'Annunzio loda senza nominare sia una donna realmente esistita, o un vago fantasma poetico, è un punto abbastanza difficile da chiarire, ma di cui forse lo stesso autore ha dato la soluzione quando, nelle Faville del maglio, scrive: "Tra tutti i nomi delle donne morte questo [Meliadusa] mi canta nella fantasia".

Infine, è la stessa città, con le sue "vie piane / grandi come fiumane / che conducono all'infinito" a subire un processo di trasfigurazione attraverso il quale essa può liberarsi dei suoi confini fisici e del suo attualità per situarsi in una regione di sogno: quel "sogno di voluttà" per cui ebbe fama la città degli Estensi e che oggi "sta sepolto sotto le pietre nude" delle tombe, insieme col suo glorioso destino.

E che la storia e la leggenda di Ferrara abbia agito in maniera decisiva sull'immaginario dannunziano, è testimoniato dalla successiva elaborazione che gli stessi ricordi i quali hanno dato vita alla prima Città del silenzio subiscono nelle Faville del maglio: queste brillanti prose non solo integrano e per alcuni versi chiosano i testi precedenti, ma mostrano che, a distanza di anni, è più che mai vivo l'interesse dell'autore per la città emiliana.

Fra i tanti ricordi che il D'Annunzio si porta dietro da quel novembre del 1898, uno dei più intensi è quello della "casa di Marfisa [...] in mano ai guastatori bestiali", tutti quei "fabbri, falegnami, calcinaiuoli, mercanti di canape, mercantuzzi di capecchio" che l'avevano invasa, per nulla rispettosi dell'antica maestà del luogo, così da spingere l'indignato poeta ad un insolito atteggiamento: "Preso a un tratto da non so che cattiveria tirannica, feci da padrone. Chiamai gli intrusi, comandai agli ottusi; che accorrevano da ogni parte". Entrato all'interno del palazzo, scorge tra assi rozze e annerite "una figura di donna dagli occhi seguaci, in veste rigida di pompa", e "l'uomo di fuliggine" che lo accompagna, attesta: "Questa è Marfisa [...] In questo luogo ci si sente".

Altre pagine delle Faville sono dedicate a persone, a luoghi e a leggende di Ferrara: il miracolo di Caterina Vegri, il vago fantasma di Parisina, i madrigali del Tasso per Marfisa: ma forse la più intensa e prelibata di tutte è la pagina dedicata ai "nomi canori", che conviene riportare per esteso: "A Ferrara i nomi delle donne estinte cantano. Canta Filippa della Tavola cittadina di Ferrara e innamorata di Nicolò da Este [...]. Canta la Vanna di Roberti 'per la quale fu facto el Paradiso e Belfiore e Schivanoglio'. Canta Alisia d'Antiochia, la terza moglie del sesto Azzo. Canta Cubitosa di Rainaldo 'vestita d'un mantello fiamengo di panno d'oro'. Canta perfin la Beatrice vedova di Nino giudice di Gallura [...] Ed ecco che un'altra gola s'aggiunge, come nei madrigali a sei voci [...] Canta la Verde dalla Scala? o Costanza Malatesta? O Mambilia o Meliadusa?".

Ma parallelamente a Ferrara, il D'Annunzio di questi anni pare affascinato da un'altra città di antiche tradizioni e di nobili virtù: Ravenna. Difatti, insieme alla poesia su Ferrara esce, nella "Nuova Antologia" del 16 novembre 1899, Il silenzio di Ravenna, anch'esso poi accluso al libro di Elettra.

Nella visione del poeta, anche Ravenna, al pari di Ferrara, non vive che nella rimemorazione del suo passato; e come nella città estense il ricordo è affidato alle "pietre nude", ai marmi spogli delle tombe in cui si cela l'antico "sogno di voluttà", così a Ravenna sono le tombe a custodire l'anima più profonda di una città che è stata testimone della fine di un impero e della nascita e del tramonto di nuove dispotiche dominazioni. Sono i sepolcri dei "violenti", cioè degli ultimi sovrani di Roma e dei primi re barbari, Galla Placidia e Teodorico, ma anche di condottieri rinascimentali come il celebre Braccioforte. Ravenna dunque viene celebrata dal D'Annunzio non solo per il "funebre tesoro" che conserva, ma anche "pel mistico presagio" di futuri eventi che il poeta avverte nello stormire delle fronde della vicina pineta di Classe, un presagio di future glorie affidato ad "un altro eroe" il quale, al pari di Dante che pure è sepolto a Ravenna, "tender… l'arco [...] verso l'infinito".

Ad attestare che l'interesse per le storie e le vicende ravennati è più che mai vivo, tra il 1901 e il 1902 il D'Annunzio compone e porta in tournée per tutta Italia il dramma Francesca da Rimini, affidato alla interpretazione di Eleonora Duse. L'opera, che si rifà esplicitamente all'episodio dantesco del V canto dell'Inferno, mette sulla scena i membri delle famiglie dei Malatesta di Rimini e dei da Polenta di Ravenna, con una scenografia che intende riprodurre le vicende e il fasto della corte ravennate, in un linguaggio esemplato sui testi poetici del duecento e del trecento. Per la preparazione dell'opera il D'Annunzio non solo si documenta col consueto scrupolo sui commenti trecenteschi del famoso episodio dantesco, primo fra tutti il Comento di Boccaccio, ma effettua accurate ricerche in città, giovandosi anche della collaborazione dello storico e critico d'arte ravennate Corrado Ricci, allora direttore della Pinacoteca di Brera, con il quale da tempo il D'Annunzio ha instaurato vivaci rapporti epistolari.

Nel maggio 1901, il D'Annunzio è a Ravenna con Eleonora Duse. La visita alla città e ai suoi monumenti avviene, insolitamente, tra il discreto riserbo della popolazione; il D'Annunzio lascia un ricordo di sé‚ nel libro dei visitatori della Biblioteca Classense, firmandosi "Marco Fulgoso, Venezia", mentre al sepolcro di Dante non appone alcuna firma, ma scrive il motto "Per non dormire", e la data, 23 maggio 1901. Ma, fra una gita alla Pineta di Classe e una visita a San Vitale, è sempre il pensiero della Francesca a tener desta la sua attenzione. Come scriverà in una lettera al Ricci, ha "presa la febbre, una sera, nella pianura dove fermenta il fieno", ed insieme alla febbre è come se "tutto l'incanto della città fatale" fosse penetrato nel suo animo; richiederà pertanto all'amico "qualche libro di storia ravennate [...] qualche monografia sul periodo polentano", e anche "qualche notizia intorno a Samaritana, sorella di Francesca", in quanto "tutto quel periodo è oscuro", e la "sapienza" storica del Ricci può essergli di grande giovamento.

La prima del dramma, avvenuta a Roma il 9 dicembre 1901, avrà accoglienze contrastate sia per l'eccessiva lunghezza del testo, sia per il clamore delle scene di battaglia; Opportunamente sfrondata, si imporrà successivamente al giudizio del pubblico e della critica come una delle opere di maggior peso nel teatro dannunziano, tanto da subire una riduzione a libretto d'opera da Tito Ricordi e da essere musicata in chiave wagneriana da Riccardo Zandonai.

Né‚ con la realizzazione della Francesca s'interrompe l'interesse del poeta nei confronti di Ravenna e dei suoi illustri personaggi.

Difatti, in chiusura delle Città del silenzio, quasi a fare da cornice all'intera opera, sta un sonetto su Ravenna nel quale il poeta riprende i temi centrali della silloge: il silenzio delle antiche città, in contrasto con la potenza, il fasto e la ricchezza di un tempo, e l'auspicio che un giorno esse possano ritornare al passato splendore.

Il sonetto si apre con la raffigurazione di Guidarello Guidarelli, il celebre capitano di ventura ravennate che combattè al servizio del Duca Valentino e che da questi fu fatto uccidere a tradimento. La sua prematura fine, com'è noto, diede luogo a una serie di leggende e di poetiche celebrazioni; la famiglia ne fece scolpire le sembianze in una statua, che ora si riaffaccia alla memoria del D'Annunzio:

"Guidarello Guidarelli / dorme supino con le man conserte / su la spada sua grande. Al volto inerte / ferro morte dolor furon suggelli".

Racchiuso nell'armatura, l'eroe "attende i dì novelli", quando sarà richiamato in vita da una voce che "per le vie deserte / chiamerà [...] fuor degli avelli" gli spiriti più valorosi del passato. Nel simulacro di Guidarello sembra dunque compendiarsi l'intera città, che appare popolata di misteriosi presagi, "gravida di potenze [...] tragica d'ombre, [...] taciturna e balenante"; e su di essa, sulla sua storia millenaria, le ceneri di Dante sono come un balsamo che feconda e rigenera: "sopra te che sai, passa nel vento / come polline il cenere di Dante".

D'altra parte, quasi a voler sancire il legame che ha individuato fra le due città, ai primi di giugno del 1902 il D'Annunzio si reca a Ferrara per effettuare ricerche di "iconografia estense" presso la biblioteca Ariostea: tuttora affascinato dalla figura di Parisina ha in animo di scrivere un dramma, che dovrebbe costituire con la Francesca, il secondo momento della trilogia dei "Malatesti". Un anno dopo è nuovamente a Ferrara, per assistere, insieme ad Eleonora Duse, all'esecuzione del melologo Parisina del poeta Domenico Tumiati e del maestro Veneziani, che si tiene nel Castello Estense. Bisognerà però attendere dieci anni perché‚ la tragedia veda la luce: musicata dal Mascagni, la Parisina sarà eseguita per la prima volta nel 1913 alla Scala di Milano e pubblicata lo stesso anno.

La vicenda degli amori di Parisina Malatesta, moglie di Niccolò d'Este col bellissimo Ugo, e la tragica morte dei due amanti, ha avuto una straordinaria fortuna nella letteratura mondiale, essendo stata trattata da autori quali Lope de Vega e Byron e, ancor prima, da Matteo Bandello e dal Lasca.

L'opera del D'Annunzio, inserita come si è detto nell'incompiuto ciclo dei "Malatesti", riprende il tono ed il linguaggio della Francesca da Rimini, nella rappresentazione della quattrocentesca città estense e della sua corte.

L'intento del poeta è quello di riproporre il dramma dei due amanti di Ferrara, sottraendolo alle contingenze della realtà quotidiana e immergendolo in un clima favoloso ed onirico.

Col sacrificio di Ugo e Parisina si chiude il ciclo di opere che il D'Annunzio ha dedicato a Ferrara e Ravenna, ma non per questo cessa l'interesse, s'arresta la memoria: negli anni a venire l'autore rivivrà nelle Faville del maglio gli innumerevoli ricordi ferraresi, ma ancora nella Contemplazione della morte rievocherà quel giorno di novembre in cui si mosse da Ferrara "per cercare un'eco famosa".

Infine ad una tarda pagina di taccuino affiderà le ultime immagini ferraresi: l'immagine di Leonello d'Este effigiato dal Pisanello in "sette differenti medaglie"; l'immagine di Lucrezia Borgia; l'immagine di Laura Dianti e di "Alfonso I d'Este [...] principe artefice, a cui si deve l'invenzione del bianco allattato [...] per le ceramiche" e che "eccelleva anche nel fondere i cannoni e nel preparare un ottimo acciaio".

"Come Alfonso I" conclude il D'Annunzio "io fabbrico ogni mattina un bonissimo acciaio".




Bibliografia

OPAC SBN - Istituto centrale per il catalogo unico
Catalogo on-line
Ministero per i Beni e le Attività CulturaliDirezione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d'AutoreIstituto

Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche
Soggetto = tullio lombardo, guidarello guidarelli

Scheda: 1/1
Livello bibliografico Monografia
Tipo di documento Testo a stampa
Titolo Guidarello Guidarelli : interventi conservativi, nuovi studi e ricerche / a cura di Nadia Ceroni, Alberta Fabbri, Claudio Spadoni
Pubblicazione Ravenna : Mar, stampa 2009
Descrizione fisica 221 p. : ill. ; 24 cm.
Collezione Pagine del MAR ; 3

Nomi · Spadoni, Claudio
· Ceroni, Nadia
· Fabbri, Alberta
Soggetti Guidarelli, Guidarello - Congressi - 2009
Lombardo , Tullio . Lastra sepolcrale di Guidarello Guidarelli - Restauro - Congressi - 2009
Restauro - Congressi - 2009

Classificazione Dewey 730.92 (21.) SCULTURA. Persone
Localizzazioni
Biblioteca universitaria di Bologna - Bologna - BO
Biblioteca comunale - Imola - BO
Biblioteca Giuseppe Guglielmi dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Bologna - BO
Biblioteca comunale dell'Archiginnasio - Bologna - BO
Biblioteca I.B. Supino del Dipartimento delle arti visive dell'Universita' degli studi di Bologna - Bologna - BO
Biblioteca della Fondazione Federico Zeri presso l'Universita' degli studi di Bologna - Bologna - BO
Biblioteca comunale Malatestiana - Cesena - FC
Biblioteca comunale Aurelio Saffi - Forli' - FC
Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
Biblioteca Marucelliana - Firenze - FI
Biblioteca nazionale Braidense - Milano - MI
Biblioteca della Soprintendenza per i beni artistici e storici della Lombardia - Milano - MI
Biblioteche del Museo Poldi Pezzoli - Milano - MI
Biblioteca del Dipartimento di storia delle arti visive e della musica dell'Universita' degli studi di Padova - Padova - PD
Biblioteca d'arte dei Musei civici - Pesaro - PU
Biblioteca comunale Manfrediana - Faenza - RA
Biblioteca del Museo internazionale delle ceramiche - Faenza - RA
Biblioteca di storia contemporanea - Ravenna - RA
Biblioteca dell'Archivio di Stato di Ravenna - Ravenna - RA
Biblioteca del Centro dantesco - Ravenna - RA
Biblioteca comunale Classense - Ravenna - RA
Biblioteca dell'Amministrazione provinciale. Servizio biblioteche - Ravenna - RA
Biblioteca della Facolta' di conservazione dei beni culturali dell'Universita' degli studi di Bologna - Ravenna - RA
Biblioteca del Museo d'arte della citta' - Ravenna - RA
Biblioteca di archeologia e storia dell'arte - Roma - RM
Biblioteca centrale della Facolta' di architettura dell'Universita' degli studi di Roma La Sapienza - Roma - RM
Biblioteca del Dipartimento Storia Disegno e Restauro - Sezione Storia dell'architetture. Sapienza Universita' di Roma - Roma - RM
Biblioteca civica Gambalunga - Rimini - RN
Biblioteca d'arte del Museo civico Correr - Venezia - VE
Biblioteca Querini Stampalia - Venezia - VE
Biblioteca nazionale Marciana - Venezia - VE
Biblioteca del Dipartimento di storia dell'architettura-DSA- dell'Istituto universitario di architettura di Venezia - Venezia - VE
Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini - Venezia - VE

Ved. anche Note






Filmografia - Il Tempo di Guidarello


The Borgias: The Borgias Trailer
Da: SHOWTIME | 06/dic/2010: Jeremy Irons stars as Rodrigo Borgias in a new Showtime original series The Bogias, coming soon.
[Da: http://www.youtube.com/watch?v=58hmD2sGV7Q&feature=BF&list=SL&index=16 ]













The Borgias: Kiss of Pleasure
Giulia Farnese teaches Lucrezia how to kiss.]
[ Da: http://www.youtube.com/watch?v=_j2o8up8DXI   SHOWTIME | 11/apr/2011]








Milano. Pinacoteca di Brera. Burri e Fontana a Brera. Dialogativi Classici. E Presenze.






MAHLER. Gustav Mahler, Waltraud Meier - Ich bin der Welt abhanden gekommen http://www.youtube.com/watch?v=x3MMEseZ2Fs&feature=related

WAGNER. Jessye Norman - A Portrait - Isoldes Liebestod (Wagner) http://www.youtube.com/watch?v=c5_r33sCLYY&feature=fvw






Burri e Fontana a Brera. Dialogativi Classici. 01






E Presenze.






Milano. Castello Sforzesco.. Bambaja. Gaston de Foix.






Richard Wagner - Zubin Mehta
Tristan und Isolde - Prelude
http://www.youtube.com/watch?v=fktwPGCR7Yw&feature=related
Zubin Mehta conducting Bayerische Staatsoper Bayerisches Staatsorchester
(National Theatre Munich)




Bambaja (detto il), Monumento a Gaston de Foix. Gisant. Milano. Castello Sforzesco.







Richard Wagner, Tristan und Isolde - Liebestod - nell'interpretazione di Jessye Norman. Dirigient Herbert von Karajan.
- Uno Splendido Animale Divino. Divinamente Ferito. Ferito a Morte.
http://www.youtube.com/watch?v=c5_r33sCLYY&playnext=1&list=PLBDD837FDD8D38FF4



Bambaja (detto il), Monumento a Gaston de Foix. Gisant. Milano. Castello Sforzesco.





Richard Wagner - Waltraud Meier,
Tristan - Isolde Liebestod






Milano, Castello Sforzesco, Reperti della Milano romana. Presenze.
Nel riquadro: Giorgio De Chirico, Gli Archeologi,



Richard Wagner - Herbert von Karajan
Maria Callas, Tristan und Isolde
Callas & Luisa Villa Mezzo Soprano, Orchestra La Scala, Milano,
Herbert von Karajan, Direttore.




Bibliografia

Contributi








"Nello spazio psichico del Losfeld è possibile incontrare (...) l’archetipo di Dioniso, il Dio che danza, primo di tutti i Waldgänger. L’attenzione ossessiva dell’epoca contemporanea ai problemi della sicurezza e della conservazione lo ha allontanato da noi gettandolo nell’ombra, insieme al rischio che sempre lo accompagna. Ma quando incontriamo e riconosciamo dentro di noi il Dio dell’ebbrezza, degli animali selvaggi e delle donne, la vita torna a sorriderci e l’immagine della morte, che si staglia sullo sfondo, non suscita più terrore."
da: 'Losfeld. La terra del Dio che danza', Enrico Borla, Ennio Foppiani Moretti & Vitali, 2005.
Recensione di Paolo Ferliga.

Spero non dispiaccia la citazione. Leggere, vedere, ascoltare il contenuto di questo blog è di sollievo all’Anima. Grazie.
(Euridice alla Luce, 22.03.11)








Milano. Castello Sforzesco. Michelangelo. Pietà Rondanini.


Michelangelo, Pietà Rondanini. Milano. Castello Sforzesco.




Bibliografia
1957. L. Goldscheider, Michelangelo, Firenze, 1957;
1957. H. Grimm, Michelangelo, Milano, 1957;
1960. C. de Tolnay, Michelangelo, 5 voll., Princeton, 1960;
1961. J. S. Ackerman, The Architecture of Michelangelo, Londra, 1961;
1961. R. J. Clements, Michelangelo's Theory of Art, New York, 1961;
1964. F. Barbieri, L. Puppi, Tutta l'architettura di Michelangelo, Milano, 1964;
1964. P. Barocchi, Disegni di Michelangelo, Milano, 1964;
1964. F. Hartt, Michelangelo pittore, Milano, 1964;
1964. P. Portoghesi, B. Zevi, Michelangelo architetto, Torino, 1964;
1965. W. Binni, Michelangelo scrittore, Roma, 1965;
1989. M. Jodice, E. Battisti, R. Pacciani, Michelangelo scultore, Napoli, 1989;
1990. G. C. Argan, B. Contardi, Michelangelo architetto, Milano, 1990;
1991. G. Cambon, La poesia di Michelangelo, Torino, 1991.



Milano. Castello Sforzesco, Reperti della Milano romana. Presenze.


Michelangelo, Rime
55
  I' t'ho comprato, ancor che molto caro,
un po' di non so che, che sa di buono,
perc'a l'odor la strada spesso imparo.
Ovunche tu ti sia, dovunch'i' sono,
senz'alcun dubbio ne son certo e chiaro.
Se da me ti nascondi, i' tel perdono:
portandol dove vai sempre con teco,
ti troverei, quand'io fussi ben cieco.

(Michelangelo, Rime, - Edizione Rime di Michelangelo Buonarroti, Bari, Universale Laterza, 1967
testo critico di Girardi).  

__________________

Progetto LOSFELD:
Nello sfondo, sulla sponda di un Mare nero, riconosco me stesso, una figurina minuscola che pare disegnata col gesso. Questo è il mio posto d'avanguardia, sull'Estremo Limite del Nulla: sull'orlo di quell'Abisso combatto la mia battaglia. (Ernst Jünger)



Ad una Naumachìa di barchette dorate affidiamo Ricordi.


Michelangelo Buonarroti
Rime 
A Vittoria ColonnaOra in sul destro, ora in sul manco piede /
variando, cerco della mie salute: /
fra ’l vizio e la virtute /
il cor confuso mi travaglia e stanca, /
(5)  come chi ’l ciel non vede, /
che per ogni sentier si perde, e manca. /

Porgo la carta bianca /
a’ vostri sacri inchiostri, /
ch’amor mi sganni e pietà ’l ver ne scriva: /
(10)  che l’alma, da sè franca, /
non pieghi a gli error nostri /
mie breve resto,
(a) e che men cieco viva. /
Chieggo a voi, alta e diva /
donna, saper se ’n ciel men grado tiene /
(15)  l’umil peccato che ’l superchio bene. // (1)
(a) Il breve avanzo della mia vita.
***
Michelangelo Buonarroti
Rime 
In morte di Vittoria Colonna
(1547)
Per non s’avere a ripigliar da tanti /
quell’insieme beltà che più non era, /
in donna alta e sincera /
prestata fu sott’un candido velo, /
(b)
(5) ch’a riscuoter da quanti /
al mondo son, mal si rimborsa il cielo./


Ora in un breve anelo, /
anzi in un punto, Dio /
dal mondo poco accorto /
(10) se l’ha ripresa, e tolta agli occhi nostri. /

Nè metter può in oblio, /
benché il corpo sia morto, /
i suo' dolci, leggiadri e sacri inchiostri. /

Crudel pietà, qui mostri, /(15) se quanto a questa il ciel prestava a i brutti, /
s’or per morte il rivuol, morremo or tutti. //
(2)
(b) Velo: corpo.
(1) Michelangelo Buonarroti - Rime: "Ora in sul destro, ora in sul manco piede". (Michelangelo Buonarroti, Rime. - In: A. Castaldo (a cura di), Michelangelo Buonarroti (1475-1564). Rime, Roma, Oreste Garroni Ed., 1910, p. 29: Madrigali: V. "A Vittoria Colonna, marchesana di Pescara").
(2) Id., VI, In morte della medesima (1547), p. 30.
_________________
http://parzifalpurissimo.blogspot.com/ - a cura di Giovanni Pititto
(E-mail: parzifal.purissimo@gmail.com





_________________


Memorie. XI. Piene di Cassetti. Hieronymus Bosch

Jeronimus Anthoniszoon van Aken alias Hieronymus Bosch

BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "I sette peccati capitali e i quattro novissimi"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "Il figliol prodigo"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "Il prestigiatore"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "La crocifissione"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "La cura della follia"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "La morte dell’avaro"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "La nave dei folli"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "Le nozze di Cana"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "San Cristoforo"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "San Gerolamo in preghiera"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "San Giovanni Battista in meditazione"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch,
"San Giovanni evangelista"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "Trittico del fieno".
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "Trittico dell’Epifania"
BOSCH.  OPERE.
Hieronymus Bosch, "Trittico delle delizie"

BIBLIOGRAFIA

  1. BOSCH.  A. PIGLER, Astrology and Jerome Bosch, in "Burlington Magazine", XCII, 1950, pp. 132-136
  2. BOSCH.  A. SPYCHALSKA-BOCZKOWSKA, Material for the Iconography of Hieronymus Bosch’s Triptych The Garden of Delights, in "Studia Muzealne", V, 1966, pp. 49-86. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  3. BOSCH.  A. VERMEYLEN, Hieronymus Bosch, Amsterdam s.d. [1939]
  4. BOSCH.  A. VIERA SANTOS, Hieronymus BOSCH.  As Tentações de Santo Antaõ. Variações sobre o tema da heresia, Lisbona 1953. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  5. BOSCH.  A. VIERA SANTOS, Subsidios para um Estudo sobre o Triptico «Tentações de Santo Antaõ» do Museu de Lisboa, in "Boletim do Museu de Lisboa", III, 1958, n. 4, pp. 19-24. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  6. BOSCH.  A.A.M. BRINKMAN, Alchemistische symboliek in het werk van Jeroen Bosch, in "Chemie en Techniek Revue", 21-22, 1967, pp. 645-647
  7. BOSCH.  A.A.V.V. , Les Tentations de Bosch ou l’Èternel Retour, Lisbona 1994
  8. BOSCH.  A.M. MORGANSTERN, The Pawns in Bosch’s «Death and the Miser», in "Studies in the History of Art", National Gallery of Art, Washington, XII, 1982, pp. 33-41. (Su "La morte dell’avaro" di Hieronymus Bosch).
  9. BOSCH.  A.M. MORGANSTERN, The Rest of Bosch’s «Ship of Fools», in "The Art Bulletin", 1984, pp. 295-302. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  10. BOSCH.  A.M. ZANETTI, Descrizione di tutte le pitture di Venezia e isole circonvicine, Venezia 1733
  11. BOSCH.  A.P. DE MIRIMONDE, Le symbolisme musical chez Jérôme Bosch, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXVII, 1971, n. 1224, pp. 19-50
  12. BOSCH.  A.P. DE MIRIMONDE, Un saint Christophe novateur de l’école flamande du XVI siècle: abandon du symbolisme végétal et musical, in "Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Anversa, Jaarboek", 1979, pp. 105-123. (Sul "San Cristoforo" di Hieronymus Bosch).
  13. BOSCH.  A.R. LUCAS, The Imagery of Hieronymus Bosch, in "American Journal of Psychiatry", 124, 1968, pp. 73-83
  14. BOSCH.  BALDASS 1943.. L. Baldass, Hieronymus Bosch, Vienna 1943.
  15. BOSCH.  BALDASS 1952. L. Baldass, La tendenza moralizzante in Bosch e Bruegel, in "Atti del Congresso Internazionale di Studi Umanistici", Roma, 1952, pp. 167-175
  16. BOSCH.  BALTRUSAITIS 1955. Jurgis Baltrusaitis, Le Moyen Age fantastique, Antiquités et exotismes dans l’art gothique, Parigi 1955; trad. it. Il Medioevo fantastico, Antichità ed esotismi nell’arte gotica, Milano 1973
  17. BOSCH.  C. JANSON, Le Christ en croix de Jérôme Bosch, in "Bulletin des Musées royaux des Beaux-Arts", 1952, pp. 83-88. (Su "La crocifissione" di Hieronymus Bosch).
  18. BOSCH.  C. LIMENTANI VIRDIS, Dipinti fiamminghi a Venezia: chi ha paura di Jheronymus Bosch? in "Art e dossier", VII, n. 70, 1992, pp.10-16
  19. BOSCH.  C. LIMENTANI VIRDIS, Le delizie dell’inferno. Dipinti di Jheronimus Bosch e altri fiamminghi restaurati, Venezia 1992
  20. BOSCH.  C. LINFERT, Hieronymus Bosch, Londra 1960; trad. it.1972
  21. BOSCH.  C. LINFERT, Jheronimus Bosch, Colonia 1970
  22. BOSCH.  C. METTRA, J. Bosch, Parigi, 1976
  23. BOSCH.  CH D. CUTTLER CH., The Lisbon Temptation of St. Anthony by Jerome Bosch, in "Art Bulletin", XXXIX, 2, 1957, pp.109-126. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  24. BOSCH.  CH. D. CUTTLER, Two aspects of Bosch’s hell imagery, in "Scriptorium", XXIII, 1969, pp. 313-319.
  25. BOSCH.  CH. DE TOLNAY, A Temptation of Saint Anthony by Hieronymus Bosch, in "Art in America and elsewhere", XXXII, 1944, pp. 60-65. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  26. BOSCH.  CH. DE TOLNAY, Hieronymus Bosch, Basilea 1937
  27. BOSCH.  CINOTTI M. CINOTTI, L’opera completa di Bosch, Milano 1966
  28. BOSCH.  CLAVEL B. CLAVEL, Le mystère de Jérôme Bosch, in "Jardin des Arts", CXXI, 1964, pp. 29-43
  29. BOSCH.  D. BATTILOTTI, Bosch, Firenze 1996
  30. BOSCH.  D. CUTTLER CH., Bosch and the «Narrenschiff». A Problem in Relationships, in "Art Bulletin", LI, 1969, 3, pp. 272-276. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  31. BOSCH.  D. HAMMER TUGENDHAT, Hieronymus BOSCH.  Eine historische Interpretation seiner Gestaltungsprinzipien, in "Theorie und Geschichte der Literatur und der schöne Kunste", LVIII, 1981
  32. BOSCH.  D. ROGGEN, J. Bosch: literatuur en folklore, in "Gentsche Bijdragen tot de Kunstgeschiedenis", VI, 1939-1940, pp.107-126
  33. BOSCH.  D.L. JEFFREY, Bosch’s «Haywain»: communion, community and the theatre of the world, in "Viator", IV, 1973, pp. 311-331. (Sul "Trittico del fieno" di Hieronymus Bosch).
  34. BOSCH.  E. COHEN, Jeroen Bosch, Weert 1975
  35. BOSCH.  E. LARSEN, Les Primitifs Flamands au Musée Métropolitain de New York, Utrecht 1960
  36. BOSCH.  E. LARSEN, Les Tentations de Saint-Antoine de Jérôme Bosch, in "Revue belge d’archéologie et d’histoire de l’art", XIX, 1950, pp. 3-41. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  37. BOSCH.  E. MATEO GOMEZ, «El Jardin de las Delicias». A propósito de una copia temprana y un tapiz, in "Archivo  Español de Arte", XL, 1967, pp. 47-54. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  38. BOSCH.  E.H. GOMBRICH, Bosch’s «Garden of Earthly Delights»: a progress report, in "Journal of the Warburg and Courtauld lnstitutes", XXXII, 1969, pp. 162-170. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  39. BOSCH.  F. DE POLI, Bosch, Milano 1980
  40. BOSCH.  F. PIEL, Hieronymus Bosch, Berlino 1959
  41. BOSCH.  F. SCHMIDT-DEGENER, Un tableau de Jérôme Bosch au Musée municipal de Saint-Germain-en-Laye, in "Gazette des Beaux-Arts", 1906, pp. 147-154. (Sul "Il prestigiatore" di Hieronymus Bosch).
  42. BOSCH.  F.M. GODFREY, Jérôme Bosch, Londra 1949
  43. BOSCH.  FRIEDLAENDER M.J. FRIEDLAENDER, Hieronymus BOSCH.  Ein Vortrag, L’Aia 1941
  44. BOSCH.  G. DORFLES, Bosch, Milano 1953
  45. BOSCH.  G. LEMMENS, E. TAVERNE, J. BRUYN, K.G. BOON, Jheronimus Bosch, ‘s-Hertogenbosch 1967
  46. BOSCH.  G. MULAZZANI, BOSCH.  Tutti i dipinti, Milano 1980
  47. BOSCH.  G. UNVERFEHRT, Hieronymus BOSCH.  Die Rezepzion seiner Kunst im Fruhen 16 Jahrhundehrt, Berlino 1980
  48. BOSCH.  G. VAN CAMP, Autonomie de Jérôme Bosch et récentes interprétations de ses oeuvres, in "Bulletin des Musées royaux des Beaux-Arts", III, 1954, pp. 131-148
  49. BOSCH.  G. VAN CAMP, Considérations sur le paysage chez Jérôme Bosch, in Miscellanea L. Van Puyvelde, Bruxelles 1949, pp. 65-73
  50. BOSCH.  G.F. HARTLAUB, Hieronymus Bosch, Wege und Abwege seiner Deutung, in "Das Münster", X, 1957, pp. 374-377
  51. BOSCH.  H. DANIEL, Jheronimus Bosch, New York 1947
  52. BOSCH.  H. DEVOGHELAERE, Interprétations de la «Nef des Fous» de Jérôme Bosch, in "L’Art et la vie" 1937, n. 2, pp. 43-50. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  53. BOSCH.  H. DEVOGHELAERE, Une oeuvre peu connue de Jérôme Bosch, Le «Saint Jean-Baptiste» de la collection J. Lazaro, in "L’Art et la vie", 1936, n. 10, pp. 312-318. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  54. BOSCH.  H. DEVOGHELAERE, Une oeuvre peu connue de Jérôme Bosch, Le «Saint Jean-Baptiste» de la collection J. Lazaro, in "L’Art et la vie", 1936, n. 10, pp. 312-318. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  55. BOSCH.  H. ESSWEIN, Physiognomisches zur Kunst des Hieronymus Bosch, in "Ganymed", V, 1925, pp. 11-25
  56. BOSCH.  H. HEIDENREICH, Hieronymus Bosch in some literary contexts, in "Journal of the Warburg and Courtauld Institutes", XXXIII, 1970, pp. 171-199
  57. BOSCH.  H. HOLLANDER, Hieronymus BOSCH.  Weltbilder und Traumwerk, Colonia 1975
  58. BOSCH.  H. HYMANS, L’Exposition des Primitifs flamands à Bruges, Parigi 1902
  59. BOSCH.  H. LÜDECKE, War Hieronymus Bosch Surrealist?, in "Bildende Kunst", I, 1948, n. 4, pp. 9-15
  60. BOSCH.  H. ROTHE, Hieronymus BOSCH.  Garten der Lüste, Monaco 1955. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  61. BOSCH.  H. SCHUMANN, Hieronymus Bosch «Paradies der Liebe». Ein Beitrag zur Frage nach dem echten Heidentum, in "Kosmos und Ekklesia, Festschrift für Wilhelm Stählin", 1953, pp. 77-83. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  62. BOSCH.  H. STEIN-SCHNEIDER, Le consolamentum cathare peint par Hieronymus Bosch, in "Cahiers d’etudes cathares", XXXV, 1984, pp. 3-20
  63. BOSCH.  H.H. LENNEBERG, Bosch ‘s Garden of Earthly Delights . Some musicological considerations and criticisms, in "Gazette des Beaux-Arts", CI-II, 1961, pp. 135-144. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  64. BOSCH.  H.J.-M. EBELING, Jheronimus van Aken, in Miscellanea Gessleriana, Anversa 1948, pp. 444-457
  65. BOSCH.  H.W. STEEMERS, Hieronymus BOSCH.  Een interpretatie van zijn Laatste Oordeel’s Triptiek te Wenen aan de hand van middelnederlandse literaire bronnen, Nimègue 1978
  66. BOSCH.  I. L. ZUPNICK, Bosch’s representation of acedia and the pilgrimage of Everyman, in "Nederlands Kunsthistorisch Jaarboek", XIX, 1968, pp. 115-132
  67. BOSCH.  I. MATEO GOMEZ, El Bosco en España, Madrid 1965
  68. BOSCH.  I. MATEO GOMEZ, El conejo cazador del «Jardin de las Delicias» del Bosco y una miniatura del siglo XVI, in "Archivo español de Arte", CLXXVIII, 1972, pp. 166-167. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  69. BOSCH.  I. MATEO, El grupo de la cueva en el panel central del «Jardin de las Delicias» del Bosco, in "Archivo Español de Arte", XXXVI, 1963, n. 143, pp. 253-257. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  70. BOSCH.  I. MATEO, El grupo de los jugadores en el «Jardin de las Delicias» del Bosco, in "Archivo Español de Arte", XXXII, 1959, pp. 253-256. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  71. BOSCH.  I. MAZZOLARI, Le Reali Grandezze dell’Escuriale di Spagna, Bologna 1648
  72. BOSCH.  J. BALTRUSAITIS, Le Moyen Age fantastique, Antiquités et exotismes dans l’art gothique, Parigi 1955; trad. it. Il Medioevo fantastico, Antichità ed esotismi nell’arte gotica, Milano 1973
  73. BOSCH.  J. BALTRUSAITIS, Réveils et prodiges. Le gothique fantastique, Parigi 1960
  74. BOSCH.  J. COMBE, Jérôme Bosch dans l’art de Pierre Bruegel, in "Les Arts plastiques", 1948, n. 11-12, pp. 435-446
  75. BOSCH.  J. COMBE, Jérôme Bosch, Parigi 1946
  76. BOSCH.  J. COMBE, Sources alchimiques dans l’art de Jérôme Bosch, in "L’Amour de l’Art", XXVI, 1946, pp. 30-35
  77. BOSCH.  J. DE BOSCHÈRE, Jérôme Bosch, Bruxelles1947
  78. BOSCH.  J. DE SIGÜENÇA, Tercera parte de la Historia de la Orden de S. Jerónimo, Madrid 1605
  79. BOSCH.  J. DUPONT, Jérôme BOSCH.  Le Retable de Saint-Antoine du Musée National de Lisbonne, Bruxelles 1937. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  80. BOSCH.  J. GRAULS, Ter verklaring van Bosch en Bruegel, in "Gentsche Bijdragen tot de Kunstgeschiedenis", VI, 1939-1940, pp. 139-160
  81. BOSCH.  J. HAMBURGER, Bosch’s «Conjuror»: an attack on magic and sacramental heresy, in "Simiolus", XIV, 1984, I, pp. 5-24
  82. BOSCH.  J. LEYMARIE, J. Bosch, Parigi 1949
  83. BOSCH.  J. LEYMARIE, Jérôme Bosch, le plus mystérieux des primitifs, in "Le Jardin des Arts", XLIX, 1958, pp. 16-28
  84. BOSCH.  J. MOSMANS, Jeronimus Anthoniszoon van Aken alias Hieronymus BOSCH.  Zijn leven en zijn werk, ‘s-Hertogenbosch 1947
  85. BOSCH.  J. MOSMANS, Jheronimus BOSCH.  Maria en Sint-Jan. Onbekend en laat schilderwerk bewaard in zijne vaderstad, ‘s-Hertogenbosch 1950
  86. BOSCH.  J. VAN LENNEP, A propos de Jérôme BOSCH.  Polémique, tarot et sang-dragon, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXI, 1968, n. 1190, pp. 189-190
  87. BOSCH.  J. VAN LENNEP, Feu saint Antoine et Mandragore. A propos de la «Tentation de saint Antoine», in "Bulletin des musées royaux des Beaux-Arts", 1968 (1970), pp. 115-136
  88. BOSCH.  J. VON SANDRART, L’Academia Todesca della Architettura Scultura et Pistura: Oder Teutsche Academie der Elden, Norimberga 1675
  89. BOSCH.  J.P. JOUFFROY, Le Jardin des Délices de Jérôme Bosch grandeur nature, Parigi 1977
  90. BOSCH.  J.R. TEIXEIRA LEITE, Jheronimus Bosch, Rio de Janeiro 1956
  91. BOSCH.  J.V.L. BRANS, Filips II en Hieronymus Bosch, in "Dietsche Warande en Belfort", 1959, n. 3, pp. 139-146
  92. BOSCH.  J.V.L. BRANS, Los ermitaños de Jeronimo Bosco, San Juan Bautista en el desierto, in "Goya", 1955, n. 4, pp. 196-201. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  93. BOSCH.  Jeroen BOSCH.  Noord-Nederlandsche Primitieven, Museé Boymans, Rotterdam, 1936
  94. BOSCH.  K. RENGER, Versuch einer neuen Deutung von Hieronymus Boschs Rotterdamer Tondo, in "Oud Holland", LXXXIV, 1969, pp. 67-76. (Su "Il figliol prodigo" di Hieronymus Bosch).
  95. BOSCH.  K.C. ROSSITER, Bosch and Brant: images of Folly, in "Yale University Art Gallery Bulletin", XXXIV, 1972-1973, n. 2, pp. l8-23. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  96. BOSCH.  L. BALDASS, Hieronymus Bosch, Vienna 1943
  97. BOSCH.  L. BALDASS, La tendenza moralizzante in Bosch e Bruegel, in "Atti del Congresso Internazionale di Studi Umanistici", Roma, 1952, pp. 167-175
  98. BOSCH.  L. BRAND-PHILIP, Hieronymus Bosch, New York 1955
  99. BOSCH.  L. BRAND-PHILIP, The «Peddler» by Hieronymus Bosch, a study in detection, in "Nederlands Kunsthistorisch Jaarboek", IX, 1958, pp.1-81. (Sul "Il prestigiatore" di Hieronymus Bosch).
  100. BOSCH.  L. BRAND-PHILIP, The Prado Epiphany by Jerôme Bosch, in "The Art Bulletin", 1953, n. 35. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  101. BOSCH.  L. CUST, The Adoration of the three Kings by Hieronymus Bosch, in "Apollo. A Journal of the Arts", VIII, 1928, pp. 55-59. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  102. BOSCH.  L. MAETERLINCK, A propos d’une oeuvre de Bosch au Musée de Gand, in "Revue de l’art ancien et moderne",
  103. BOSCH.  L. MAETERLINCK, Les imitateurs de Hieronymus BOSCH.  A propos d’une oeuvre inconnue d’Henri met de Bles, in "Revue de l’art", 1908, pp. 145-156
  104. BOSCH.  L. PARROT, Jerónimo Bosco, in "Cruz Roya", XVI, 1934, pp. 41-70
  105. BOSCH.  L. PARROT, La flamme et la cendre, Jérôme Bosch, in "Formes et Couleurs", 1944, n. 5, pp. 133-148
  106. BOSCH.  L. VAN PUYVELDE, L’esprit de Bosch, in "Cahiers de Bordeaux, Journées internationales d’études d’art", IV, 1957, pp. 58-62
  107. BOSCH.  L. VANDEN BOSSCHE, Jeroen Bosch, Diest 1944
  108. BOSCH.  L.J. BERMEJO, Sobre «el pie cortado» del Jardin de las Delicias del Bosco, in "Boletin del Seminario de Estudios de Arte y Arqueologia", XXXVII, 1971, pp. 479-481. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  109. BOSCH.  L.J. SLATKES, Hieronymus Bosch and Italy, in "The Art Bulletin", LVII, 1975, n. 3, pp.335-345
  110. BOSCH.  L.S. DIXON, Alchemical Imagery in Bosch’s Garden of Delights, 1982. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  111. BOSCH.  L.S. DIXON, Bosch’s Garden of Delights Triptych: remnants of a «Fossil» Science, in "The Art Bulletin", LXIII, 1981, n. 1, pp. 96-113. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  112. BOSCH.  L.S. DIXON, Water, Wine and Blood. Science and Liturgy in the Marriage at Cana by Hieronymus Bosch, in  "Oud Holland", XCVI, 1982, n. 2, pp. 73-96. (Su "Le nozze di Cana" di Hieronymus Bosch).
  113. BOSCH.  M. BERGMAN, Hieronymus Bosch and Alchemy. A study on the St. Anthony Triptych, Stoccolma 1979. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  114. BOSCH.  M. BONICATTI, La tematica della follia in chiave moralistica: Sebastian Brant e Hieronymus Bosch, in L’Umanesimo e ‘la Follia’, Roma 1971, pp. 19-41. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  115. BOSCH.  M. BRION, Bosch, Goya et le fantastique, Bordeaux 1957
  116. BOSCH.  M. BRION, Hieronymus Bosch, Parigi 1938
  117. BOSCH.  M. DE CERTEAU, Fabula Mistica. La spiritualità religiosa fra il XVI e il XVII secolo, Bologna 1987
  118. BOSCH.  M. ESCHERICH, Eine politische Satire von Hieronymus Bosch, in "Zeitschrift für Kunstgeschichte, IX, 1940, pp. 188-190
  119. BOSCH.  M. GAUFFRETEAU-SÉVY, Jérôme Bosch, Parigi 1965
  120. BOSCH.  M. LURKER, Das Tier in der Bildwelt des Hieronymus Bosch, in "Studium generale", XX, 1967, pp. 212-220
  121. BOSCH.  M. LURKER, Die Pflanze in der Bildwelt des Hieronymus Bosch, in "Studium generale", XX, 1967, pp. 342-351
  122. BOSCH.  M. SALINGER, Notes on the Adoration of the Magi by Hieronymus Bosch, in "The Metropolitan Museum of Art Bulletin", IX, 1950, p.96. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  123. BOSCH.  M. STANÍC, Hieronymus Bosch, Monaco 1986
  124. BOSCH.  M. TARANGUL, Bosch, Bucarest 1974
  125. BOSCH.  M.G. GOSSART, Jérôme BOSCH.  Le «faiseur de Diables» de Bois-le-Duc, Lilla 1907
  126. BOSCH.  M.L. LIEVENS-DE WAEGH, Les Tentations de Saint Antoine de Jérôme Bosch au musée de Lisbonne. Etapes de l’élaboration d’un chef-d’oeuvre, in "Bulletin de l’Institut royal du Patrimoine Artistique", XIV 1973-1974, pp. 152-175. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  127. BOSCH.  MAZAROV, Jeronimus Bosch, Sofia 1971
  128. BOSCH.  N. CALAS, Hieronymus Bosch and the Prodigal Son, in "The Harvard Art Review", II, I, 1967, pp. 15-20. (Su "Il figliol prodigo" di Hieronymus Bosch).
  129. BOSCH.  N. CALAS, Two Mockings of Christ by Hieronymus Bosch, in "Artes", XLI, 1979, pp. 14-22
  130. BOSCH.  N. CALAS], Hieronymus Bosch’s Garden of Delights. Scholar offers a solution to painting which has baffled world since 1500, in "Life", XIX, 1949, pp. 29-36. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  131. BOSCH.  O. BENESCH, Hieronymus Bosch and the thinking of the late Middle Ages, in "Konsthistorisk Tidskrift", 1957, pp. 21-42 e 103-127
  132. BOSCH.  P. FIERENS, Le réalisme fantastique de Jérôme Bosch, in "Bulletin des Amis du Musée de Lille" 1955, XIV, pp. 9-12
  133. BOSCH.  P. GERLACH, De «Temptatie van Sint-Antonius» te Antwerpen afkomstig uit ‘s-Hertogenbosch, in "Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Jaarboek" 1968, Anversa, pp. 67-79. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  134. BOSCH.  P. GERLACH, De schildertechniek van Jeroen Bosch, in "Brabantia", XX, 1971
  135. BOSCH.  P. GERLACH, Die interpretatie van Jeroen Bosch, Algemene beschouwingen, in "Brabantia", XVI, 1967, pp. 184-192
  136. BOSCH.  P. GERLACH, Les sources pour l’étude de la vie de Jérôme Bosch, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXI, 1968, n. 1189, pp.109-116
  137. BOSCH.  P. GERLACH, Nabeschouwingen over de Jeroen Bosch tentoonstelling, in "Brabantia", XVII, 1968, pp. 373-383
  138. BOSCH.  P. GERLACH, Over de interpretatie van de werken van Jeroen Bosch, in "Taxandria", 1976, pp. 191-200
  139. BOSCH.  P. GERLACH, Symboliek en satire bij Jeroen Bosch, in "Ons Erfdeel", XII, 1969, pp. 97-99
  140. BOSCH.  P. GLUM, Divine Judgment in Bosch’s «Garden of Earthly Delights», in "The Art Bulletin", LVIII, 1976, n. 1, pp. 45-54. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  141. BOSCH.  P. LAFOND, Hieronymus Bosch, son art, son influence, ses disciples, Bruxelles 1914
  142. BOSCH.  P. REUTERSWÄRD, Hieronymus Bosch, Uppsala 1970
  143. BOSCH.  P.J. MEERTENS, Volkskundige elementen in het werk van Jeroen Bosch, in "Volkskunde", LIV, 1953, pp. 172-180; LXIII 1962, pp. 1-16, LXV 1964, pp. 49-60
  144. BOSCH.  PEMÁN C., Sobre la interpretación del viandante al reverso del «Carro de heno» de el Bosco, in "Archivo Español de Arte", XXXIV, 134, 1961, pp. 125-139. (Sul "Trittico del fieno" di Hieronymus Bosch).
  145. BOSCH.  PFISTER K. PFISTER, Hieronymus Bosch, Berlino 1922
  146. BOSCH.  R. CORTI, Bosch, Roma 1980
  147. BOSCH.  R. GENAILLE, Jérôme Bosch, Parigi 1965
  148. BOSCH.  R. GIORGI, Un tema della Follia: il «Nessuno», in L’Umanesimo e «la Follia», Roma 1971, pp. 65-88
  149. BOSCH.  R. GRAZIANI, Bosch’s «Wanderer» and a poverty commonplace from Juvenal, in "Journal of the Warburg and Courtauld Institutes", XLV, 1982, pp. 211-216
  150. BOSCH.  R. JACOBSEN, Jeroen Bosch op de tentoonstelling der Nederlandse Primitieven, in "Prisma", 1951, pp. 49-60
  151. BOSCH.  R. SCHUDER, Hieronymus Bosch, Berlino 1975
  152. BOSCH.  R. VAN SCHOUTE, Le dessin de peintre chez Jérôme BOSCH.  La Tentation de Saint Antoine du Musée national d’Art ancien de Lisbonne, in "Ocidente", LXXXIV, 1973, pp. 358-362. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  153. BOSCH.  R. VON HOLTEN, Hieronymus Bosch und die Vision des Tondalus, in "Konsthistorisk Tidskrift", XXVIII, 1959, pp. 99-109
  154. BOSCH.  R.H. MARIJNISSEN, Bosch, Milano 1995
  155. BOSCH.  R.H. MARIJNISSEN, K. BLOCKX, P. GERLACH, H.T. PIRON, J.H. PLOKKER, V.H. BAUER e M. SEIDEL, Jheronimus Bosch, Bruxelles 1972
  156. BOSCH.  R.H. MARIJNISSEN, P. RUYFFELAERE, Bosch, Anversa 1987; trad. it. Milano 1989
  157. BOSCH.  R.H. WILENSKI, Hieronymus Bosch, Londra 1953
  158. BOSCH.  R.L. MC GRATH, Satan and BOSCH.  The «Visio Tundali» and the monastic vices, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXI, 1968, n. 1188, pp. 45-50
  159. BOSCH.  S. ORIENTI, R. DE SOLIER, Bosch, Milano 1974
  160. BOSCH.  S. REINACH, A propos du tableau de Jérôme Bosch au Musée municipal de Saint-Germain, in "Chronique des Arts et de la Curiosité" 1906, pp. 53. (Sul "Il prestigiatore" di Hieronymus Bosch).
  161. BOSCH.  S. SULZBERGER, Jérôme Bosch et les maîtres de l’enluminure, in "Scriptorium", XVI, 1962, pp. 46-49
  162. BOSCH.  S. TAKASHINA, Jheronimus Bosch, Tokyo 1978
  163. BOSCH.  S. URBACH, La copie du «Jardin des délices» de Jérôme Bosch au Musée des Beaux-Arts, in "Bulletin du Musée Hongrois des Beaux-Arts", XXXII-XXXIII, 1969, pp. 45-62. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  164. BOSCH.  S. ZUFFI, Il Paese della Cuccagna, Milano 1992.
  165. BOSCH.  SILVESTRE [Pseud.], Essai sur l’interprétation historique du «Triptyque du Char de foin» de Jérôme Bosch, Digione 1973
  166. BOSCH.  T. FRENKEN, Jeroen Bosch en zijn duistere kunst, in "Ons Erfdeel", X, 1966-1967, n. 3, pp. 56-68
  167. BOSCH.  T. VAN VELZEN, Jeroen Bosch en de modernen, in "Brabantia", XVI, 1967, pp. 205-208
  168. BOSCH.  V. TUTTLE, The Legend of Lilith and Hieronymus Bosch’s Garden of Earthly Delights, National Gallery of Art. Center for Advanced Study in the Visual Arts, Research Reports and Record of Activity, Washington, 1982, pp. 63-64. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  169. BOSCH.  V.C. TUTTLE, Bosch’s Image of Poverty, in "The Art Bulletin", LXIII, 1981, n. 1, pp. 88-95
  170. BOSCH.  W. FRAENGER, «Das Lied des Moses» als Zentralmotiv der Lissaboner «Versuchung des St. Antonius» von Hieronymus Bosch, in "Castrum Peregrini", LVIII, 1963, pp. 5-79. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  171. BOSCH.  W. FRAENGER, Andacht zum Kinde. Auslegung eines Bildes von Hieronymus Bosch, in "Die Neue Rundschau", LIV, 1943, n. 6, pp. 221-226
  172. BOSCH.  W. FRAENGER, Der Vierte König des Madrider Epiphanias-Altars von Hieronymus Bosch, in "Deutsches Jahrbuch für Volkskunde", III, 1957, pp. 169-198. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  173. BOSCH.  W. FRAENGER, Die Hochzeit zu Kana. Ein Dokument semitischer Gnosis bei Hieronymus Bosch, Berlino 1950; trad. it. Le Nozze di Cana, Milano 1988. (Su "Le nozze di Cana" di Hieronymus Bosch).
  174. BOSCH.  W. FRAENGER, Die Natursymbolik des Hieronymus Bosch, in "Bildende Kunst", V, 1957, pp. 306-308
  175. BOSCH.  W. FRAENGER, Ein Leitwort Jacob Grimms zur Auslegung der Lissaboner «Versuchung des hl. Antonius» von Hieronymus Bosch, in Jacob Grimm zur 100 Wiederkehr seines Todestages, Berlino 1963. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  176. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus Bosch (raccolta di articoli con un contributo di P. Reuterswärd), Dresda 1975
  177. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus Bosch in seiner Auseinandersetzung mit dem Unbewussten, in "Du", XI, 1951, n.10, pp. 7-18
  178. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Das Tausendjährige Reich, Cobourg 1947; trad. it. Il regno millenario di Hieronymus Bosch, Milano 1980
  179. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Der Büsser St. Hieronymus, in "Castrum Peregrini", XXXII, 1957-1958, pp. 5-13. (Sul "San Gerolamo in preghiera" di Hieronymus Bosch).
  180. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Der Tisch der Weisheit, bisher die sieben Todsünden genannt, in "Psyche", V, 1951, pp. 355-384. (Su "I sette peccati capitali e i quattro novissimi" di Hieronymus Bosch).
  181. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Der Verlorene Sohn, in "Castrum Peregrini", I, 1951, pp. 27-39. (Su "Il figliol prodigo" di Hieronymus Bosch).
  182. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Die Versuchung des hl. Antonius, in "Castrum Peregrini", XXXII 1957-1958, pp. 14-24; trad. it. Le tentazioni di Sant’Antonio, Milano 1981. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  183. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus Bosch: Johannes auf Patmos. Eine Umwendtafel für den Meditationsgebrauch, in "Zeitschrift für Religions und Geistesgeschichte", II, 1949-1950, pp. 327-345. (Sul "San Giovanni evangelista" di Hieronymus Bosch).
  184. BOSCH.  W. FRAENGER, Hieronymus Bosch: Johannes der Täufer. Eine Meditationstafel des Freien Geistes, in "Zeitschrift für Kunst", II, 1948, n. 3, pp. 163-175. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  185. BOSCH.  W. GAUNT, A fifteenth-century Surrealist: Jheronimus Bosch, in "The Studio", CXVI, 1938, pp. 189-196
  186. BOSCH.  W. SCHUPBACH, A new look at «The cure of folly», in "Medical History", XXII, 1978, n. 3. (Su "La cura della follia" di Hieronymus Bosch).
  187. BOSCH.  W. SCHÜRMEYER, H. Bosch, Monaco 1923
  188. BOSCH.  W. STARKIE, Jérôme Bosch’s The Haywain, in "Journal of the Gypsy Lore Society", 3° s., XXXVI 1957, pp. 83-87. (Sul "Trittico del fieno" di Hieronymus Bosch).
  189. BOSCH.  W. VANBESELAERE, Het Kerstthema bij Bosch en Bruegel, in "Westvlaanderen", III, 1954, pp. 8-15
  190. BOSCH.  W.S. GIBSON, Hieronymus Bosch and the Mirror of Man. The Authorship and Iconography of the Table Top of the Seven Deadly Sins, in "Oud Holland", LXXVII, 1973, pp. 205-226. (Su "I sette peccati capitali e i quattro novissimi" di Hieronymus Bosch).
  191. BOSCH.  W.S. GIBSON, Hieronymus Bosch, New York 1972
  192. BOSCH.  W.S. GIBSON, Imitatio Christi: the Passion Scenes of Hieronymus Bosch, in "Simiolus", VI, 1972-1973, 2, pp. 83-93
  193. BOSCH.  W.S. GIBSON, The Garden of Earthly Delights by Hieronymus Bosch: The Iconography of the Central Panel, in "Nederlands Kunsthistorisch Jaarboek", 1973, XXIV, pp. 1-26. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  194. BOSCH. A.A.V.V. , Les Tentations de Bosch ou l’Èternel Retour, Lisbona 1994
  195. BOSCH. BALTRUSAITIS 1960. Jurgis Baltrusaitis, Réveils et prodiges. Le gothique fantastique, Parigi 1960
  196. BOSCH. BATTILOTTI 1996. D. Battilotti, Bosch, Firenze 1996
  197. BOSCH. BAX 1949. D. Bax, Ontcijfering van Jeroen Bosch, l’Aia 1949
  198. BOSCH. BENESCH 1957. O. Benesch, Hieronymus Bosch and the thinking of the late Middle Ages, in "Konsthistorisk Tidskrift", 1957, pp. 21-42 e 103-127.
  199. BOSCH. BERGMAN 1979. M. Bergman, Hieronymus Bosch and Alchemy. A study on the St. Anthony Triptych, Stoccolma 1979. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  200. BOSCH. BERMEJO 1971. L.J. Bermejo, Sobre «el pie cortado» del Jardin de las Delicias del Bosco, in "Boletin del Seminario de Estudios de Arte y Arqueologia", XXXVII, 1971, pp. 479-481. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  201. BOSCH. BERTRAM 1950. A. Bertram, Hieronymus Bosch, Londra 1950.
  202. BOSCH. BERTRAM 1950. A. Bertram, Hieronymus Bosch, Londra 1950.
  203. BOSCH. BOCZKOWSKA - WIERCINSKI 1981. A. Boczkowska e A. Wiercinski, Hieronymus Bosch’s Self-Portraits, in "Ars auro prior", 1981, pp. 193-199.
  204. BOSCH. BOCZKOWSKA - WIERCINSKI 1981. A. Boczkowska e A. Wiercinski, Hieronymus Bosch’s Self-Portraits, in "Ars auro prior", 1981, pp. 193-199.
  205. BOSCH. BOCZKOWSKA 1971. A. Boczkowska, The Lunar Symbolism of The Ship of Fools by Hieronymus Bosch, in "Oud Holland", LXXXVI, 1971, n. 2-3, pp. 47-69. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  206. BOSCH. BOCZKOWSKA 1971. A. Boczkowska, The Lunar Symbolism of The Ship of Fools by Hieronymus Bosch, in "Oud Holland", LXXXVI, 1971, n. 2-3, pp. 47-69. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  207. BOSCH. BOCZKOWSKA 1977. A. Boczkowska, , The Crab, the Sun, the Moon and Venus. Studies in the Iconology of Hieronymus Bosch’s Triptych «The Garden of Earthly Delights», in "Oud Holland", XCI, 1977, n. 4, pp. 197-231. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  208. BOSCH. BOCZKOWSKA 1977. A. Boczkowska, Hieronim BOSCH.  Astrologiczna symbolika jego dziel. Studia z historii sztuki, "Polska Akademia Nauk. Institut Sztuki", XXVI, Varsavia 1977.
  209. BOSCH. BOCZKOWSKA 1977. A. Boczkowska, Hieronim BOSCH.  Astrologiczna symbolika jego dziel. Studia z historii sztuki, "Polska Akademia Nauk. Institut Sztuki", XXVI, Varsavia 1977
  210. BOSCH. BOCZKOWSKA 1977. A. Boczkowska, The Crab, the Sun, the Moon and Venus. Studies in the Iconology of Hieronymus Bosch’s Triptych «The Garden of Earthly Delights», in "Oud Holland", XCI, 1977, n. 4, pp. 197-231. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  211. BOSCH. BONICATTI 1971. M. Bonicatti, La tematica della follia in chiave moralistica: Sebastian Brant e Hieronymus Bosch, in L’Umanesimo e ‘la Follia’, Roma 1971, pp. 19-41. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  212. BOSCH. BOSMAN 1962. A. Bosman, Jheronimus Bosch, Utrecht 1962.
  213. BOSCH. BOSMAN A. BOSMAN, Jheronimus Bosch, Utrecht 1962
  214. BOSCH. BRAND . L. BRAND-PHILIP, The Prado Epiphany by Jerôme Bosch, in "The Art Bulletin", 1953, n. 35. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  215. BOSCH. BRAND. L. BRAND-PHILIP, The «Peddler» by Hieronymus Bosch, a study in detection, in "Nederlands Kunsthistorisch Jaarboek", IX, 1958, pp.1-81. (Sul "Il prestigiatore" di Hieronymus Bosch).
  216. BOSCH. BRAND-PHILIP L. BRAND-PHILIP, Hieronymus Bosch, New York 1955
  217. BOSCH. BRANS J.V.L. BRANS, Filips II en Hieronymus Bosch, in "Dietsche Warande en Belfort", 1959, n. 3, pp. 139-146
  218. BOSCH. BRANS. J.V.L. BRANS, Los ermitaños de Jeronimo Bosco, San Juan Bautista en el desierto, in "Goya", 1955, n. 4, pp. 196-201. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  219. BOSCH. BRINKMAN A.A.A.M. BRINKMAN, Alchemistische symboliek in het werk van Jeroen Bosch, in "Chemie en Techniek Revue", 21-22, 1967, pp. 645-647
  220. BOSCH. BRION M. BRION, Bosch, Goya et le fantastique, Bordeaux 1957
  221. BOSCH. BRION M. BRION, Hieronymus Bosch, Parigi 1938
  222. BOSCH. BUSSAGLI Mario BUSSAGLI, Bosch, dossier di "Art e dossier", n. 21, 1988
  223. BOSCH. BUSSAGLI Mario BUSSAGLI, Bosch, Firenze 1966
  224. BOSCH. CALAS . N. CALAS, Two Mockings of Christ by Hieronymus Bosch, in "Artes", XLI, 1979, pp. 14-22
  225. BOSCH. CALAS [N. CALAS], Hieronymus Bosch’s Garden of Delights. Scholar offers a solution to painting which has baffled world since 1500, in "Life", XIX, 1949, pp. 29-36. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  226. BOSCH. CALAS. E. CALAS, Bosch’s Garden of Delights. A Theological Rebus, in "Art Journal", XXIX, 1970, n. 2, pp. 184-199. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  227. BOSCH. CALAS. N. CALAS, Hieronymus Bosch and the Prodigal Son, in "The Harvard Art Review", II, I, 1967, pp. 15-20. (Su "Il figliol prodigo" di Hieronymus Bosch).
  228. BOSCH. CASTELLI E. CASTELLI, Il demoniaco nell’arte, Milano-Firenze 1951
  229. BOSCH. CAVIGGIOLO A. CAVIGGIOLO, Jheronimus Bosch, in "Alte und neue Kunst", 1951, n. 7, pp. 21 e segg.
  230. BOSCH. CHAILLEY J. CHAILLEY, Jérôme Bosch et ses symboles. Essai de décryptage. in "Mémoires de l’Académie royale de Belgique, Classe des Beaux-Arts, XV-I, 1978
  231. BOSCH. CHICHKOW L. CHICHKOW, La restauration de la copie du «Jardin des délices» de Jérôme Bosch, in "Bulletin du Musée Hongrois des Beaux-Arts", XXXII-XXXIII, 1969, pp. 63-68. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  232. BOSCH. CINOTTI M. CINOTTI, L’opera completa di Bosch, Milano 1966
  233. BOSCH. CLAVEL B. CLAVEL, Le mystère de Jérôme Bosch, in "Jardin des Arts", CXXI, 1964, pp. 29-43
  234. BOSCH. COHEN E. COHEN, Jeroen Bosch, Weert 1975
  235. BOSCH. COMBE J. COMBE, Jérôme Bosch dans l’art de Pierre Bruegel, in "Les Arts plastiques", 1948, n. 11-12, pp. 435-446
  236. BOSCH. COMBE J. COMBE, Jérôme Bosch, Parigi 1946
  237. BOSCH. COMBE J. COMBE, Sources alchimiques dans l’art de Jérôme Bosch, in "L’Amour de l’Art", XXVI, 1946, pp. 30-35
  238. BOSCH. CORTI R. CORTI, Bosch, Roma 1980
  239. BOSCH. CUST. L. CUST, The Adoration of the three Kings by Hieronymus Bosch, in "Apollo. A Journal of the Arts", VIII, 1928, pp. 55-59. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  240. BOSCH. CUTTLER CH D. CUTTLER CH., The Lisbon Temptation of St. Anthony by Jerome Bosch, in "Art Bulletin", XXXIX, 2, 1957, pp.109-126. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  241. BOSCH. CUTTLER CH. D. CUTTLER, Two aspects of Bosch’s hell imagery, in "Scriptorium", XXIII, 1969, pp. 313-319
  242. BOSCH. CUTTLER D. CUTTLER CH., Bosch and the «Narrenschiff». A Problem in Relationships, in "Art Bulletin", LI, 1969, 3, pp. 272-276. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  243. BOSCH. D. BAX, Ontcijfering van Jeroen Bosch, l’Aia 1949
  244. BOSCH. D’ACHON 1986. A. D'Achon, Jérôme Bosch par delà l’envers et l’endroit, s.l. 1986.
  245. BOSCH. D’ACHON A. D’ACHON, Jérôme Bosch par delà l’envers et l’endroit, s.l. 1986
  246. BOSCH. DANIEL H. DANIEL, Jheronimus Bosch, New York 1947
  247. BOSCH. DE BOSCHÈRE J. DE BOSCHÈRE, Jérôme Bosch, Bruxelles1947
  248. BOSCH. DE CERTEAU M. DE CERTEAU, Fabula Mistica. La spiritualità religiosa fra il XVI e il XVII secolo, Bologna 1987
  249. BOSCH. DE GUEVARA. 1560. F. DE GUEVARA, Comentarios de la Pintura, 1560-1563.
  250. BOSCH. DE MIRIMONDE A.P. DE MIRIMONDE, Le symbolisme musical chez Jérôme Bosch, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXVII, 1971, n. 1224, pp. 19-50
  251. BOSCH. DE MIRIMONDE. A.P. DE MIRIMONDE, Un saint Christophe novateur de l’école flamande du XVI siècle: abandon du symbolisme végétal et musical, in "Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Anversa, Jaarboek", 1979, pp. 105-123. (Sul "San Cristoforo" di Hieronymus Bosch).
  252. BOSCH. DE POLI F. DE POLI, Bosch, Milano 1980
  253. BOSCH. DE TOLNAY CH. DE TOLNAY, A Temptation of Saint Anthony by Hieronymus Bosch, in "Art in America and elsewhere", XXXII, 1944, pp. 60-65. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  254. BOSCH. DE TOLNAY CH. DE TOLNAY, Hieronymus Bosch, Basilea 1937
  255. BOSCH. DELEVOY R.L. DELEVOY, Bosch, Ginevra 1960
  256. BOSCH. DEVOGHELAERE. H. DEVOGHELAERE, Interprétations de la «Nef des Fous» de Jérôme Bosch, in "L’Art et la vie" 1937, n. 2, pp. 43-50. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  257. BOSCH. DEVOGHELAERE. H. DEVOGHELAERE, Une oeuvre peu connue de Jérôme Bosch, Le «Saint Jean-Baptiste» de la collection J. Lazaro, in "L’Art et la vie", 1936, n. 10, pp. 312-318. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  258. BOSCH. DION J. DION, Le concert dans l’oeuf, in "Bulletin des Amis du Musée de Lille", XII, 1954, pp. 11-12. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  259. BOSCH. DIXON L.S. DIXON, Alchemical Imagery in Bosch’s Garden of Delights, 1982. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  260. BOSCH. DIXON L.S. DIXON, Bosch’s Garden of Delights Triptych: remnants of a «Fossil» Science, in "The Art Bulletin", LXIII, 1981, n. 1, pp. 96-113. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  261. BOSCH. DIXON. L.S. DIXON, Water, Wine and Blood. Science and Liturgy in the Marriage at Cana by Hieronymus Bosch, in "Oud Holland", XCVI, 1982, n. 2, pp. 73-96. (Su "Le nozze di Cana" di Hieronymus Bosch).
  262. BOSCH. DORFLES G. DORFLES, Bosch, Milano 1953
  263. BOSCH. DUPONT J. DUPONT, Jérôme BOSCH.  Le Retable de Saint-Antoine du Musée National de Lisbonne, Bruxelles 1937. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  264. BOSCH. EBELING H.J.-M. EBELING, Jheronimus van Aken, in Miscellanea Gessleriana, Anversa 1948, pp. 444-457
  265. BOSCH. ESCHERICH M. ESCHERICH, Eine politische Satire von Hieronymus Bosch, in "Zeitschrift für Kunstgeschichte, IX, 1940, pp. 188-190
  266. BOSCH. ESSWEIN H. ESSWEIN, Physiognomisches zur Kunst des Hieronymus Bosch, in "Ganymed", V, 1925, pp. 11-25
  267. BOSCH. FIERENS P. FIERENS, Le réalisme fantastique de Jérôme Bosch, in "Bulletin des Amis du Musée de Lille" 1955, XIV, pp. 9-12
  268. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, «Das Lied des Moses» als Zentralmotiv der Lissaboner «Versuchung des St. Antonius»  von Hieronymus Bosch, in "Castrum Peregrini", LVIII, 1963, pp. 5-79. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  269. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, Andacht zum Kinde. Auslegung eines Bildes von Hieronymus Bosch, in "Die Neue Rundschau", LIV, 1943, n. 6, pp. 221-226
  270. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, Die Natursymbolik des Hieronymus Bosch, in "Bildende Kunst", V, 1957, pp. 306-308
  271. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, Ein Leitwort Jacob Grimms zur Auslegung der Lissaboner «Versuchung des hl. Antonius» von Hieronymus Bosch, in Jacob Grimm zur 100 Wiederkehr seines Todestages, Berlino 1963. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  272. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, Hieronymus Bosch (raccolta di articoli con un contributo di P. Reuterswärd), Dresda 1975
  273. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, Hieronymus Bosch in seiner Auseinandersetzung mit dem Unbewussten, in "Du", XI, 1951, n.10, pp. 7-18
  274. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Das Tausendjährige Reich, Cobourg 1947; trad. it. Il regno millenario di Hieronymus Bosch, Milano 1980
  275. BOSCH. FRAENGER W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Die Versuchung des hl. Antonius, in "Castrum Peregrini", XXXII 1957-1958, pp. 14-24; trad. it. Le tentazioni di Sant’Antonio, Milano 1981. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  276. BOSCH. FRAENGER. W. FRAENGER, Der Vierte König des Madrider Epiphanias-Altars von Hieronymus Bosch, in "Deutsches Jahrbuch für Volkskunde", III, 1957, pp. 169-198. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  277. BOSCH. FRAENGER. W. FRAENGER, Die Hochzeit zu Kana. Ein Dokument semitischer Gnosis bei Hieronymus Bosch, Berlino 1950; trad. it. Le Nozze di Cana, Milano 1988. (Su "Le nozze di Cana" di Hieronymus Bosch).
  278. BOSCH. FRAENGER. W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Der Büsser St. Hieronymus, in "Castrum Peregrini", XXXII, 1957-1958, pp. 5-13. (Sul "San Gerolamo in preghiera" di Hieronymus Bosch).
  279. BOSCH. FRAENGER. W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Der Tisch der Weisheit, bisher die sieben Todsünden genannt, in "Psyche", V, 1951, pp. 355-384. (Su "I sette peccati capitali e i quattro novissimi" di Hieronymus Bosch).
  280. BOSCH. FRAENGER. W. FRAENGER, Hieronymus BOSCH.  Der Verlorene Sohn, in "Castrum Peregrini", I, 1951, pp. 27-39. (Su "Il figliol prodigo" di Hieronymus Bosch).
  281. BOSCH. FRAENGER. W. FRAENGER, Hieronymus Bosch: Johannes auf Patmos. Eine Umwendtafel für den Meditationsgebrauch, in "Zeitschrift für Religions und Geistesgeschichte", II, 1949-1950, pp. 327-345. (Sul "San Giovanni evangelista" di Hieronymus Bosch).
  282. BOSCH. FRAENGER. W. FRAENGER, Hieronymus Bosch: Johannes der Täufer. Eine Meditationstafel des Freien Geistes, in "Zeitschrift für Kunst", II, 1948, n. 3, pp. 163-175. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  283. BOSCH. FRAENGER. W. SCHUPBACH, A new look at «The cure of folly», in "Medical History", XXII, 1978, n. 3. (Su "La cura della follia" di Hieronymus Bosch).
  284. BOSCH. FRENKEN T. FRENKEN, Jeroen Bosch en zijn duistere kunst, in "Ons Erfdeel", X, 1966-1967, n. 3, pp. 56-68
  285. BOSCH. FRIEDLAENDER M.J. FRIEDLAENDER, Hieronymus BOSCH.  Ein Vortrag, L’Aia 1941
  286. BOSCH. GAUFFRETEAU-SÉVY M. GAUFFRETEAU-SÉVY, Jérôme Bosch, Parigi 1965
  287. BOSCH. GAUNT W. GAUNT, A fifteenth-century Surrealist: Jheronimus Bosch, in "The Studio", CXVI, 1938, pp. 189-196
  288. BOSCH. GENAILLE R. GENAILLE, Jérôme Bosch, Parigi 1965
  289. BOSCH. GERLACH P. GERLACH, De «Temptatie van Sint-Antonius» te Antwerpen afkomstig uit ‘s-Hertogenbosch, in "Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Jaarboek" 1968, Anversa, pp. 67-79. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  290. BOSCH. GERLACH P. GERLACH, De schildertechniek van Jeroen Bosch, in "Brabantia", XX, 1971
  291. BOSCH. GERLACH P. GERLACH, Die interpretatie van Jeroen Bosch, Algemene beschouwingen, in "Brabantia", XVI, 1967, pp. 184-192
  292. BOSCH. GERLACH P. GERLACH, Les sources pour l’étude de la vie de Jérôme Bosch, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXI, 1968, n. 1189, pp.109-116
  293. BOSCH. GERLACH P. GERLACH, Nabeschouwingen over de Jeroen Bosch tentoonstelling, in "Brabantia", XVII, 1968, pp. 373-383
  294. BOSCH. GERLACH P. GERLACH, Over de interpretatie van de werken van Jeroen Bosch, in "Taxandria", 1976, pp. 191-200
  295. BOSCH. GERLACH P. GERLACH, Symboliek en satire bij Jeroen Bosch, in "Ons Erfdeel", XII, 1969, pp. 97-99
  296. BOSCH. GIBSON W.S. GIBSON, Hieronymus Bosch, New York 1972
  297. BOSCH. GIBSON W.S. GIBSON, Imitatio Christi: the Passion Scenes of Hieronymus Bosch, in "Simiolus", VI, 1972-1973, 2, pp. 83-93
  298. BOSCH. GIBSON W.S. GIBSON, The Garden of Earthly Delights by Hieronymus Bosch: The Iconography of the Central Panel, in "Nederlands Kunsthistorisch Jaarboek", 1973, XXIV, pp. 1-26. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  299. BOSCH. GIBSON. W.S. GIBSON, Hieronymus Bosch and the Mirror of Man. The Authorship and Iconography of the Table Top of the Seven Deadly Sins, in "Oud Holland", LXXVII, 1973, pp. 205-226. (Su "I sette peccati capitali e i quattro novissimi" di Hieronymus Bosch).
  300. BOSCH. GIORGI R. GIORGI, Un tema della Follia: il «Nessuno», in L’Umanesimo e «la Follia», Roma 1971, pp. 65-88
  301. BOSCH. GLUM P. GLUM, Divine Judgment in Bosch’s «Garden of Earthly Delights», in "The Art Bulletin", LVIII, 1976, n. 1, pp. 45-54. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  302. BOSCH. GODFREY F.M. GODFREY, Jérôme Bosch, Londra 1949
  303. BOSCH. GOMBRICH E.H. GOMBRICH, Bosch’s «Garden of Earthly Delights»: a progress report, in "Journal of the Warburg and Courtauld lnstitutes", XXXII, 1969, pp. 162-170. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  304. BOSCH. GOMEZ E. MATEO GOMEZ, «El Jardin de las Delicias». A propósito de una copia temprana y un tapiz, in "Archivo Español de Arte", XL, 1967, pp. 47-54. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  305. BOSCH. GOMEZ I. MATEO GOMEZ, El Bosco en España, Madrid 1965
  306. BOSCH. GOMEZ I. MATEO GOMEZ, El conejo cazador del «Jardin de las Delicias» del Bosco y una miniatura del siglo XVI, in "Archivo español de Arte", CLXXVIII, 1972, pp. 166-167. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  307. BOSCH. GOSSART M.G. GOSSART, Jérôme BOSCH.  Le «faiseur de Diables» de Bois-le-Duc, Lilla 1907
  308. BOSCH. GRAULS J. GRAULS, Ter verklaring van Bosch en Bruegel, in "Gentsche Bijdragen tot de Kunstgeschiedenis", VI, 1939-1940, pp. 139-160
  309. BOSCH. GRAZIANI R. GRAZIANI, Bosch’s «Wanderer» and a poverty commonplace from Juvenal, in "Journal of the Warburg and Courtauld Institutes", XLV, 1982, pp. 211-216
  310. BOSCH. GUICCIARDINI. 1567. L. GUICCIARDINI, Descrittione di tutti i Paesi Bassi, Anversa 1567.
  311. BOSCH. H. DEVOGHELAERE, Une oeuvre peu connue de Jérôme Bosch, Le «Saint Jean-Baptiste» de la collection J. Lazaro, in "L’Art et la vie", 1936, n. 10, pp. 312-318. (Sul "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch).
  312. BOSCH. HAMBURGER J. HAMBURGER, Bosch’s «Conjuror»: an attack on magic and sacramental heresy, in "Simiolus", XIV, 1984, I, pp. 5-24
  313. BOSCH. HAMMER TUGENDHAT D. HAMMER TUGENDHAT, Hieronymus BOSCH.  Eine historische Interpretation seiner Gestaltungsprinzipien, in "Theorie und Geschichte der Literatur und der schöne Kunste", LVIII, 1981
  314. BOSCH. HARTLAUB G.F. HARTLAUB, Hieronymus Bosch, Wege und Abwege seiner Deutung, in "Das Münster", X, 1957, pp. 374-377
  315. BOSCH. HEIDENREICH H. HEIDENREICH, Hieronymus Bosch in some literary contexts, in "Journal of the Warburg and Courtauld Institutes", XXXIII, 1970, pp. 171-199
  316. BOSCH. HOLLANDER H. HOLLANDER, Hieronymus BOSCH.  Weltbilder und Traumwerk, Colonia 1975
  317. BOSCH. HYMANS H. HYMANS, L’Exposition des Primitifs flamands à Bruges, Parigi 1902
  318. BOSCH. JACOBSEN R. JACOBSEN, Jeroen Bosch op de tentoonstelling der Nederlandse Primitieven, in "Prisma", 1951, pp. 49-60
  319. BOSCH. JANSON . C. JANSON, Le Christ en croix de Jérôme Bosch, in "Bulletin des Musées royaux des Beaux-Arts", 1952, pp. 83-88. (Su "La crocifissione" di Hieronymus Bosch).
  320. BOSCH. JEFFREY. D.L. JEFFREY, Bosch’s «Haywain»: communion, community and the theatre of the world, in "Viator", IV, 1973, pp. 311-331. (Sul "Trittico del fieno" di Hieronymus Bosch).
  321. BOSCH. JOUFFROY J.P. JOUFFROY, Le Jardin des Délices de Jérôme Bosch grandeur nature, Parigi 1977
  322. BOSCH. LAFOND P. LAFOND, Hieronymus Bosch, son art, son influence, ses disciples, Bruxelles 1914
  323. BOSCH. LAMPSONIUS 1572. D. Lampsonius, Pictorum aliquot celebrium Germaniae inferioris effigies, Anversa 1572. [notizie su Bosch].
  324. BOSCH. LAMPSONIUS. 1572. D. LAMPSONIUS, Pictorum aliquot celebrium Germaniae inferioris effigies, Anversa 1572.
  325. BOSCH. LARSEN E. LARSEN, Les Primitifs Flamands au Musée Métropolitain de New York, Utrecht 1960
  326. BOSCH. LARSEN E. LARSEN, Les Tentations de Saint-Antoine de Jérôme Bosch, in "Revue belge d’archéologie et d’histoire de l’art", XIX, 1950, pp. 3-41. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  327. BOSCH. LEMMENS G. LEMMENS, E. TAVERNE, J. BRUYN, K.G. BOON, Jheronimus Bosch, ‘s-Hertogenbosch 1967
  328. BOSCH. LENNEBERG H.H. LENNEBERG, Bosch ‘s Garden of Earthly Delights . Some musicological considerations and criticisms, in "Gazette des Beaux-Arts", CI-II, 1961, pp. 135-144. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  329. BOSCH. LEYMARIE J. LEYMARIE, J. Bosch, Parigi 1949
  330. BOSCH. LEYMARIE J. LEYMARIE, Jérôme Bosch, le plus mystérieux des primitifs, in "Le Jardin des Arts", XLIX, 1958, pp. 16-28
  331. BOSCH. LIEVENS-DE WAEGH M.L. LIEVENS-DE WAEGH, Les Tentations de Saint Antoine de Jérôme Bosch au musée de Lisbonne. Etapes de l’élaboration d’un chef-d’oeuvre, in "Bulletin de l’Institut royal du Patrimoine Artistique", XIV 1973-1974, pp. 152-175. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  332. BOSCH. LIMENTANI VIRDIS C. LIMENTANI VIRDIS, Dipinti fiamminghi a Venezia: chi ha paura di Jheronymus Bosch? in "Art e dossier", VII, n. 70, 1992, pp.10-16
  333. BOSCH. LIMENTANI VIRDIS C. LIMENTANI VIRDIS, Le delizie dell’inferno. Dipinti di Jheronimus Bosch e altri fiamminghi restaurati, Venezia 1992
  334. BOSCH. LINFERT C. LINFERT, Hieronymus Bosch, Londra 1960; trad. it.1972
  335. BOSCH. LINFERT C. LINFERT, Jheronimus Bosch, Colonia 1970
  336. BOSCH. LUCAS A.R. LUCAS, The Imagery of Hieronymus Bosch, in "American Journal of Psychiatry", 124, 1968, pp. 73-83
  337. BOSCH. LÜDECKE H. LÜDECKE, War Hieronymus Bosch Surrealist?, in "Bildende Kunst", I, 1948, n. 4, pp. 9-15
  338. BOSCH. LURKER M. LURKER, Das Tier in der Bildwelt des Hieronymus Bosch, in "Studium generale", XX, 1967, pp. 212-220
  339. BOSCH. LURKER M. LURKER, Die Pflanze in der Bildwelt des Hieronymus Bosch, in "Studium generale", XX, 1967, pp. 342-351
  340. BOSCH. M. SALINGER, Notes on the Adoration of the Magi by Hieronymus Bosch, in "The Metropolitan Museum of Art Bulletin", IX, 1950, p.96. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  341. BOSCH. MAETERLINCK L. MAETERLINCK, Les imitateurs de Hieronymus BOSCH.  A propos d’une oeuvre inconnue d’Henri met de Bles, in "Revue de l’art", 1908, pp. 145-156
  342. BOSCH. MAETERLINCK. L. MAETERLINCK, A propos d’une oeuvre de Bosch au Musée de Gand, in "Revue de l’art ancien et moderne", XX, 1906, pp. 299-307. (Sul "San Gerolamo in preghiera" di Hieronymus Bosch).
  343. BOSCH. MANDER. 1604. C. VAN MANDER, Het Schilderboeck, Haarlem 1604.
  344. BOSCH. MARIJNISSEN R.H. MARIJNISSEN, Bosch, Milano 1995
  345. BOSCH. MARIJNISSEN R.H. MARIJNISSEN, K. BLOCKX, P. GERLACH, H.T. PIRON, J.H. PLOKKER, V.H. BAUER e M. SEIDEL, Jheronimus Bosch, Bruxelles 1972
  346. BOSCH. MARIJNISSEN R.H. MARIJNISSEN, P. RUYFFELAERE, Bosch, Anversa 1987; trad. it. Milano 1989
  347. BOSCH. MASSON 1959. A. Masson, Le «Jardin des Délices», in "Critique", CXLIV, 1959, pp. 427-432. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  348. BOSCH. MASSON A. MASSON, Le «Jardin des Délices», in "Critique", CXLIV, 1959, pp. 427-432. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  349. BOSCH. MATEO. I. MATEO, El grupo de la cueva en el panel central del «Jardin de las Delicias» del Bosco, in "Archivo Español de Arte", XXXVI, 1963, n. 143, pp. 253-257. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  350. BOSCH. MATEO. I. MATEO, El grupo de los jugadores en el «Jardin de las Delicias» del Bosco, in "Archivo Español de Arte", XXXII, 1959, pp. 253-256. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  351. BOSCH. MAZAROV. MAZAROV, Jeronimus Bosch, Sofia 1971
  352. BOSCH. MAZZOLARI. I. MAZZOLARI, Le Reali Grandezze dell’Escuriale di Spagna, Bologna 1648
  353. BOSCH. MC GRATH. R.L. MC GRATH, Satan and BOSCH.  The «Visio Tundali» and the monastic vices, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXI, 1968, n. 1188, pp. 45-50
  354. BOSCH. MEERTENS. P.J. MEERTENS, Volkskundige elementen in het werk van Jeroen Bosch, in "Volkskunde", LIV, 1953, pp. 172-180; LXIII 1962, pp. 1-16, LXV 1964, pp. 49-60
  355. BOSCH. METTRA. C. METTRA, J. Bosch, Parigi, 1976
  356. BOSCH. MICHIEL 1521. M. Michiel, Notizie d’opere di disegno, Venezia, 1521-1543. [notizie su Bosch].
  357. BOSCH. MICHIEL. 1521. M. MICHIEL, Notizie d’opere di disegno, Venezia, 1521-1543.
  358. BOSCH. MORGANSTERN. A.M. MORGANSTERN, The Pawns in Bosch’s «Death and the Miser», in "Studies in the History of Art", National Gallery of Art, Washington, XII, 1982, pp. 33-41. (Su "La morte dell’avaro" di Hieronymus Bosch).
  359. BOSCH. MORGANSTERN. A.M. MORGANSTERN, The Rest of Bosch’s «Ship of Fools», in "The Art Bulletin", 1984, pp. 295-302. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  360. BOSCH. MOSMANS J. MOSMANS, Jeronimus Anthoniszoon van Aken alias Hieronymus BOSCH.  Zijn leven en zijn werk, ‘s-Hertogenbosch 1947
  361. BOSCH. MOSMANS J. MOSMANS, Jheronimus BOSCH.  Maria en Sint-Jan. Onbekend en laat schilderwerk bewaard in zijne vaderstad, ‘s-Hertogenbosch 1950
  362. BOSCH. MULAZZANI G. MULAZZANI, BOSCH.  Tutti i dipinti, Milano 1980
  363. BOSCH. NEUGASS . F. NEUGASS, Hieronymus Bosch «Anbetung der Konige», in "Die Weltkunst", XX, 1950, n. 24, pp. 1-2. (Sul "Trittico dell’Epifania" di Hieronymus Bosch).
  364. BOSCH. ODENHEIMER D. ODENHEIMER, The Garden of Paradise by Bosch, in "Bulletin of the Art Institute of Chicago", XXIV, 1940, n. 7, pp. 106-107. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  365. BOSCH. OECHSLIN. 1974. Werner OECHSLIN, Il Laocoonte o del restauro delle statue antiche. 1974.
  366. BOSCH. OPERE. Hieronymus Bosch, "Trittico delle tentazioni"
  367. BOSCH. ORIENTI S. ORIENTI, R. DE SOLIER, Bosch, Milano 1974
  368. BOSCH. PARROT L. PARROT, Jerónimo Bosco, in "Cruz Roya", XVI, 1934, pp. 41-70
  369. BOSCH. PARROT L. PARROT, La flamme et la cendre, Jérôme Bosch, in "Formes et Couleurs", 1944, n. 5, pp. 133-148
  370. BOSCH. PEMÁN C., Sobre la interpretación del viandante al reverso del «Carro de heno» de el Bosco, in "Archivo Español de Arte", XXXIV, 134, 1961, pp. 125-139. (Sul "Trittico del fieno" di Hieronymus Bosch).
  371. BOSCH. PFISTER K. PFISTER, Hieronymus Bosch, Berlino 1922
  372. BOSCH. PIEL F. PIEL, Hieronymus Bosch, Berlino 1959
  373. BOSCH. PIGLER A. PIGLER, Astrology and Jerome Bosch, in "Burlington Magazine", XCII, 1950, pp. 132-136
  374. BOSCH. PRAZ M. PRAZ, The canticles of Hieronymus Bosch, in "Art News Annual", XXXII, 1966, pp. 55-69
  375. BOSCH. REINACH. S. REINACH, A propos du tableau de Jérôme Bosch au Musée municipal de Saint-Germain, in "Chronique des Arts et de la Curiosité" 1906, pp. 53. (Sul "Il prestigiatore" di Hieronymus Bosch).
  376. BOSCH. RENGER. K. RENGER, Versuch einer neuen Deutung von Hieronymus Boschs Rotterdamer Tondo, in "Oud Holland", LXXXIV, 1969, pp. 67-76. (Su "Il figliol prodigo" di Hieronymus Bosch).
  377. BOSCH. REUTERSWÄRD P. REUTERSWÄRD, Hieronymus Bosch, Uppsala 1970
  378. BOSCH. ROGGEN D. ROGGEN, J. Bosch: literatuur en folklore, in "Gentsche Bijdragen tot de Kunstgeschiedenis", VI, 1939-1940, pp.107-126
  379. BOSCH. ROSSITER K.C. ROSSITER, Bosch and Brant: images of Folly, in "Yale University Art Gallery Bulletin", XXXIV, 1972-1973, n. 2, pp. l8-23. (Su "La nave dei folli" di Hieronymus Bosch).
  380. BOSCH. ROTHE H. ROTHE, Hieronymus BOSCH.  Garten der Lüste, Monaco 1955. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  381. BOSCH. SCHMIDT . F. SCHMIDT-DEGENER, Un tableau de Jérôme Bosch au Musée municipal de Saint-Germain-en-Laye, in "Gazette des Beaux-Arts", 1906, pp. 147-154. (Sul "Il prestigiatore" di Hieronymus Bosch).
  382. BOSCH. SCHUDER R. SCHUDER, Hieronymus Bosch, Berlino 1975
  383. BOSCH. SCHUMANN H. SCHUMANN, Hieronymus Bosch «Paradies der Liebe». Ein Beitrag zur Frage nach dem echten Heidentum, in "Kosmos und Ekklesia, Festschrift für Wilhelm Stählin", 1953, pp. 77-83. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  384. BOSCH. SCHÜRMEYER W. SCHÜRMEYER, H. Bosch, Monaco 1923
  385. BOSCH. SIGÜENÇA J. DE SIGÜENÇA, Tercera parte de la Historia de la Orden de S. Jerónimo, Madrid 1605
  386. BOSCH. SILVESTRE [Pseud.], Essai sur l’interprétation historique du «Triptyque du Char de foin» de Jérôme Bosch, Digione 1973
  387. BOSCH. SLATKES L.J. SLATKES, Hieronymus Bosch and Italy, in "The Art Bulletin", LVII, 1975, n. 3, pp.335-345
  388. BOSCH. SPYCHALSKA-BOCZKOWSKA A. SPYCHALSKA-BOCZKOWSKA, Material for the Iconography of Hieronymus Bosch’s Triptych The Garden of Delights, in "Studia Muzealne", V, 1966, pp. 49-86. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  389. BOSCH. STANÍC M. STANÍC, Hieronymus Bosch, Monaco 1986
  390. BOSCH. STARKIE. W. STARKIE, Jérôme Bosch’s The Haywain, in "Journal of the Gypsy Lore Society", 3° s., XXXVI 1957, pp. 83-87. (Sul "Trittico del fieno" di Hieronymus Bosch).
  391. BOSCH. STEEMERS H.W. STEEMERS, Hieronymus BOSCH.  Een interpretatie van zijn Laatste Oordeel’s Triptiek te Wenen aan de hand van middelnederlandse literaire bronnen, Nimègue 1978
  392. BOSCH. STEIN-SCHNEIDER H. STEIN-SCHNEIDER, Le consolamentum cathare peint par Hieronymus Bosch, in "Cahiers d’etudes cathares", XXXV, 1984, pp. 3-20
  393. BOSCH. SULZBERGER S. SULZBERGER, Jérôme Bosch et les maîtres de l’enluminure, in "Scriptorium", XVI, 1962, pp. 46-49
  394. BOSCH. TAKASHINA S. TAKASHINA, Jheronimus Bosch, Tokyo 1978
  395. BOSCH. TARANGUL M. TARANGUL, Bosch, Bucarest 1974
  396. BOSCH. TEIXEIRA LEITE J.R. TEIXEIRA LEITE, Jheronimus Bosch, Rio de Janeiro 1956
  397. BOSCH. TRAEGER. J. TRAEGER, Der «Heuwagen» des Hieronymus Bosch und der eschatologische Adventus des Papstes, in "Zeitschrift für Kunstgeschichte, XXXIII, 1970, n. 4, pp. 298-329. (Sul "Trittico del fieno" di Hieronymus Bosch).
  398. BOSCH. TUTTLE V. TUTTLE, The Legend of Lilith and Hieronymus Bosch’s Garden of Earthly Delights, National Gallery of Art. Center for Advanced Study in the Visual Arts, Research Reports and Record of Activity, Washington, 1982, pp. 63-64. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  399. BOSCH. TUTTLE V.C. TUTTLE, Bosch’s Image of Poverty, in "The Art Bulletin", LXIII, 1981, n. 1, pp. 88-95
  400. BOSCH. UNVERFEHRT G. UNVERFEHRT, Hieronymus BOSCH.  Die Rezepzion seiner Kunst im Fruhen 16 Jahrhundehrt, Berlino 1980
  401. BOSCH. URBACH S. URBACH, La copie du «Jardin des délices» de Jérôme Bosch au Musée des Beaux-Arts, in "Bulletin du Musée Hongrois des Beaux-Arts", XXXII-XXXIII, 1969, pp. 45-62. (Sul "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch).
  402. BOSCH. VAN CAMP G. VAN CAMP, Autonomie de Jérôme Bosch et récentes interprétations de ses oeuvres, in "Bulletin des Musées royaux des Beaux-Arts", III, 1954, pp. 131-148
  403. BOSCH. VAN CAMP G. VAN CAMP, Considérations sur le paysage chez Jérôme Bosch, in Miscellanea L. Van Puyvelde, Bruxelles 1949, pp. 65-73
  404. BOSCH. VAN LENNEP J. VAN LENNEP, A propos de Jérôme BOSCH.  Polémique, tarot et sang-dragon, in "Gazette des Beaux-Arts", LXXI, 1968, n. 1190, pp. 189-190
  405. BOSCH. VAN LENNEP J. VAN LENNEP, Feu saint Antoine et Mandragore. A propos de la «Tentation de saint Antoine», in "Bulletin des musées royaux des Beaux-Arts", 1968 (1970), pp. 115-136
  406. BOSCH. VAN MANDER 1604. C. Van Mander, Het Schilderboeck, Haarlem 1604. [notizie su Bosch].
  407. BOSCH. VAN PUYVELDE L. VAN PUYVELDE, L’esprit de Bosch, in "Cahiers de Bordeaux, Journées internationales d’études d’art", IV, 1957, pp. 58-62
  408. BOSCH. VAN SCHOUTE R. VAN SCHOUTE, Le dessin de peintre chez Jérôme BOSCH.  La Tentation de Saint Antoine du Musée national d’Art ancien de Lisbonne, in "Ocidente", LXXXIV, 1973, pp. 358-362. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  409. BOSCH. VAN VELZEN T. VAN VELZEN, Jeroen Bosch en de modernen, in "Brabantia", XVI, 1967, pp. 205-208
  410. BOSCH. VANBESELAERE W. VANBESELAERE, Het Kerstthema bij Bosch en Bruegel, in "Westvlaanderen", III, 1954, pp. 8-15
  411. BOSCH. VANDEN BOSSCHE L. VANDEN BOSSCHE, Jeroen Bosch, Diest 1944
  412. BOSCH. VERMEYLEN A. VERMEYLEN, Hieronymus Bosch, Amsterdam s.d. [1939]
  413. BOSCH. VIERA SANTOS A. VIERA SANTOS, Hieronymus BOSCH.  As Tentações de Santo Antaõ. Variações sobre o tema da heresia, Lisbona 1953. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  414. BOSCH. VIERA SANTOS A. VIERA SANTOS, Subsidios para um Estudo sobre o Triptico «Tentações de Santo Antaõ» do Museu de Lisboa, in "Boletim do Museu de Lisboa", III, 1958, n. 4, pp. 19-24. (Sul "Trittico delle tentazioni" di Hieronymus Bosch).
  415. BOSCH. VON HOLTEN R. VON HOLTEN, Hieronymus Bosch und die Vision des Tondalus, in "Konsthistorisk Tidskrift", XXVIII, 1959, pp. 99-109
  416. BOSCH. WILENSKI R.H. WILENSKI, Hieronymus Bosch, Londra 1953
  417. BOSCH. ZANETTI A.M. ZANETTI, Descrizione di tutte le pitture di Venezia e isole circonvicine, Venezia 1733
  418. BOSCH. ZUFFI S. ZUFFI, Il Paese della Cuccagna, Milano 1992.
  419. BOSCH. ZUPNICK I. L. ZUPNICK, Bosch’s representation of acedia and the pilgrimage of Everyman, in "Nederlands Kunsthistorisch Jaarboek", XIX, 1968, pp. 115-132
  420. BOSCH 1936. Jeroen BOSCH.  Noord-Nederlandsche Primitieven, Museé Boymans, Rotterdam, 1936